Bilancio NaturArte e disponibilità ad interloquire con i quattro parchi lucani
Il progetto NaturArte, di cui ieri è stato presentato il bilancio relativo all’anno 2013, indica come sia rilevante e necessaria la collaborazione istituzionale tra gli Enti, specie quando il territorio viene identificato come leva strategica della promozione turistica delle risorse naturali. Infatti i punti di forza di NaturArte sono state le fiere del gusto e dell’artigianato nei centri storici, trekking per grandi eventi alla ricerca della storia e dei sapori custoditi dagli artigiani e dai sapori dei prodotti tipici.
La Regione ha stimolato la vitalità economica dei territori e dei suoi abitanti, rafforzando il concetto di “RETE”, una rete ecologica e sociale all’interno del territorio dei quattro Parchi, focalizzando l’attenzione sul binomio ambiente-uomo in un’ottica di sostenibilità ambientale e incentivando sinergie tra gli enti interessati, al fine di rafforzare la propria azione sul territorio.
L’impegno istituzionale è quello di accrescere l’attrattività della Basilicata trasformando in vantaggio competitivo la grande ricchezza di risorse culturali, naturali e di biodiversità presenti sul tettorio regionale e pertanto è necessario comprendere il significato di questo filone di sviluppo in chiave europea, prevedendo una messa a sistema dei vari pezzi di governance che gravitano oggi in maniera isolata e non coordinata. Apt, Film Commission, Visioni Urbane, Matera 2019, sono strumenti di diversa natura giuridica che dobbiamo provare a coordinare in uno sforzo unitario volto a fare del turismo il primo motore di sviluppo della nostra regione.
Costruire e realizzare il grande network di promozione lucana, senza escludere le aree interne, quali gli sforzi compiuti nell’alto potentino, nell’area Camastra e più in generale nei piccoli comuni. Ne approfitto per evidenziare la mia totale disponibilità a interloquire costantemente con i quattro Parchi lucani, consapevole delle virtù derivanti dalla rete per l’indotto del turismo, per il settore agroalimentare, per la creazione di nuove imprese e, quindi, nuovi posti di lavoro.


