• Renew Europe IV

Potenza, 24 gennaio 2022 - “Bene accoglimento della mozione per estendere i benefici del Bonus Gas alle case canoniche, nonché, a tutti i luoghi di culto e pastorali di proprietà di enti ecclesiastici che fa seguito all’Ordine del giorno che già avevamo presentato nello scorso mese di novembre. Ora non si perda tempo in ragionamenti ma si proceda a trovare le risorse atte a rispondere a una necessità posta in evidenza anche dai sei vescovi lucani. Accogliamo con fiducia rassicurazioni dell’assessore Latronico che nel suo intervento ha raccolto la sollecitazione dicendo che si sta trovando la modalità amministrativa per allargare la platea dei beneficiari anche al mondo della chiesa”. E’ quanto dichiarano in maniera congiunta i due consiglieri regionali di Italia Viva, Luca Braia e Mario Polese secondo i quali “è evidente ormai che le strutture di culto sparse sul territorio lucano non riescono più, nella stragrande maggioranza, a sostenere il peso delle bollette energetiche. Il rischio, se non si dovesse intervenire, sarebbe quello della chiusura di molte strutture che non sono solo luoghi di preghiera ma garantiscono numerosi servizi sociali e di aggregazione per le comunità. Soprattutto nei piccoli comuni dove la chiesa è uno dei pochi punti di riferimento per giovani e anziani”. Nella mozione, accolta con 12 voti a favore e una astensione dal Consiglio regionale odierno, si fa riferimento anche ad alcuni dati forniti dalle stesse diocesi basata sulle forniture luce e gas 2021 - 2022 da cui si evincono i costi:  diocesi di Acerenza, gas 77.235,72  euro, luce 93.277,58 euro; Diocesi di Melfi, gas 120 mila euro, luce 150 mila euro; diocesi di Tricarico, gas 73.381,71 euro, luce 66.349,35 euro; Diocesi di Tursi, gas 75.365,00 euro, luce 166.635,00 euro; diocesi di Matera, gas 131.828,58 euro, luce 188.861,79 euro. A questi vanno aggiunti i consumi della diocesi di Potenza ancora non pervenuti. In virtù di questo, Braia e Polese, attraverso la mozione hanno impegnato il presidente della Giunta regionale, Vito Bardi “a valutare la possibilità di estendere i benefici della Legge numero 28 del 2022”. “Sarebbe utile, così come è emerso anche dal dibattito consiliare e dalle parole dell’assessore Latronico, provare a percorrere tutte le strade concesse dalla legge per fronteggiare il rincaro energetico anche attraverso altre forme di sostegno come le ‘comunità energetiche’. L’importante è che tutto abbia tempi celeri e risposte concrete alle istanze delle comunità, del mondo cattolico lucano e degli edifici delle altre confessioni presenti sul territorio”, concludono i due esponenti di Italia Viva in Consiglio regionale.

 

Leggi qui la mozione

 

 

 Potenza, 18 gennaio 2022. “Una vicenda importante come quella che riguarda il ‘Dimensionamento scolastico’ non può essere lasciata in balia di decisioni che non vedono il coinvolgimento della massima assise regionale. Ora per non farci trovare impreparati alle scadenze del prossimo anno, in cui non saranno più garantite le deroghe ai comuni montani e alle scuole attualmente riportate per un biennio come normodimensionate, non va perso ulteriore tempo. Chiediamo pertanto che la questione arrivi all’attenzione del Consiglio quanto prima per evitare approssimazioni e confusioni anche normative”. E’ quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Polese insieme al capogruppo di Iv -Renew Luca Braia. “Una vicenda - ricostruiscono gli esponenti di Italia Viva - che assume caratteri disarmanti se si pensa che il ‘Dimensionamento’ non è finito in discussione in Consiglio regionale, dopo l’approvazione del 30 settembre delle ‘Linee guida’ da parte della Giunta, prima per le mancate convocazioni della Quarta Commissione nei mesi precedenti e per una assise regionale che non ha mai posto la questione all’ordine del giorno. Eppure parliamo di un atto di indirizzo e programmazione fondamentale per l’erogazione del servizio scolastico lucano su cui il Consiglio regionale è stato esautorato del potere decisionale. Difatti essendo scaduto il termine dei venti giorni dalla data di ricezione dell’atto da parte del Consiglio regionale, previsto al comma 6 dell’articolo 58 dello Statuto Regionale, la questione non ha mai visto discussione, se non timidamente nel corso della quarta commissione convocata lo scorso 5 gennaio, e quindi già con estremo ritardo”. “E’ un tema che vede molti comuni coinvolti, alle prese con l’annosa questione del decremento scolastico e con comunità che potrebbero vedersi aggregare istituti e plessi storici, anche alla luce del ripristino in primis del tetto minino di 400 studenti per i comuni montani, 600 per i comuni non montani che a partire dal 2024 si scontrerà con la più stringente norma nazionale. Ciò è inaccettabile - sottolineano Polese e Braia - e serve che il Consiglio riprenda in mano una situazione che potrebbe solo peggiorare se ulteriormente rimandata”. E ancora proseguono i consiglieri regionali di Italia Viva: “La Giunta, con delibera approvata lo scorso 13 gennaio, ha sostanzialmente confermato il piano della Provincia di Potenza e di Matera, con deroga ad alcune richieste di sindaci e dirigenti della provincia di Potenza, ma senza passare dal Consiglio. Non si può più permettere che temi come questo non vedano delle discussioni più ampie e partecipate.  Ed è per questo che chiediamo con forza che in futuro non vengano ripetuti o perpetrati simili errori, che possono essere evitati solo attraverso una presa di responsabilità che non lasci spazio a tentennamenti o confusioni programmatiche”. “La buona notizia - spiegano ancora gli esponenti renziani - è che proprio stamani nel corso della quarta commissione, si è deciso, su proposta dello stesso Polese e grazie al consenso della presidente Sileo e degli altri commissari presenti, di aprire una serie di confronti e incontri proprio sul Piano di dimensionamento, coinvolgendo sindaci e mondo della scuola. “Ci sono in ballo storie di comunità che attraverso la scuola hanno formato numerosi professionisti, uomini e donne, che non possono essere ignorate a causa di distrazioni e rinvii. Molti borghi e comuni esistono ancora proprio grazie alla scuola e alla formazione che questa ha creato. Si parla di identità e futuro dei nostri figli, e su questo non possiamo sbagliare” concludono Polese e Braia.

 

 


 



 

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