Intervento in Consiglio del 01/07/2019_più dichiarazione di voto

Ho appreso oggi pomeriggio in quest’aula che c’è una novità politica locale considerevole, esistono i leghisti del sud..., un po’ come gli eschimesi del Sahara, cioè è una cosa che non conoscevo, questa è una corrente, una... categoria dello spirito o è la riprova di chi ha la necessità di giustificarsi?

Perché è evidente che l’appartenenza a quel partito è una sorta di sentimento complicato da spiegare al mezzogiorno d’Italia, e lo dico pure a chi ha fatto un esercizio virtuoso di ricostruzione del passato, in questo caso della seduta consiliare in cui dibattemmo di questo tema, ma... è il punto centrale, io diciamo concordo molto con l’intervento che ha fatto la collega Sileo e spiegherò il perché della preoccupazione che noi abbiamo fortissima oggi, ma suggerirei, consiglierei, di essere cauti nel riepilogo delle vicende passate, perché per esempio, io potrei ricordarmi di quando la Lega si chiamava Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, o mi potrei ricordare quando qualche sedicente leghista del sud in quest’aula era un Amministratore importante di un Comune del Sud, della Basilicata, governato da un Sindaco del Partito Democratico, e quindi forse, diciamo, si ascrive a quel pezzo di classe dirigente a cu viene imputata una responsabilità giusta, lo dico a scanso di equivoci, rispetto ai danni che la Basilicata, e più in generale il Mezzogiorno d’Italia, potrebbero avere da un’applicazione sconsiderata, come quella che ciò si appresta purtroppo a subire nel nostro Paese, ma spero che la sollevazione sarà così forte, sia sul piano popolare, che sul piano istituzionale, che lo si vorrà impedire, del progetto scellerato di autonomia differenziata che sta emergendo, ben diverso da quello delle origini, ed è questa la preoccupazione. E’ un po’ come se ti invitano a cena in un ristorante vegetariano molto buono, però il tuo commensale è Hannibal Lecter, e noi ci troviamo esattamente in questa dimensione, in questa dinamica.

Cioè, noi parliamo di un processo che potrebbe essere, che poteva essere in qualche misura virtuoso, però la verità è che, Consigliera Sileo, noi non ci fidiamo, lo dico con chiarezza, non ci fidiamo di chi ci sta governando, ecco perché siamo estremamente preoccupati, e non solo su precondizioni o principi, ma sui fatti, sulle cose che stanno accadere, e nel mio intervento io tralascerò tutta la parte ricostruttiva, perché onestamente l’avete fatto tutti, l’ha fatto Luca Braia, ma l’ha fatto anche la Maggioranza, citando le norma e la ricostruzione punto per punto, pezzo per pezzo, che credo sia oggettiva e quindi non voglio ripetere, ma proverò a fare un ragionamento assolutamente nel rispetto dei tempi, ma tutto politico, partendo da un presupposto, e cioè, io credo che Luca Braia abbia fatto bene oggi a riproporre questo tema, perché è di un’attualità spaventosa, io direi, è quasi strabiliante che qualcheduno in quest’aula parli di allarmismo, perché non avere sotto gli occhi che cosa sta accadendo in questo momento nel nostro Paese, mettendo a sistema non solo la discussione sul regionalismo differenziato, che discussione ormai non è, parliamo di atti, ma anche dei corollari, che sono bombe. Cioè, non sfuggirà a nessuno che c’è qualcheduno che ha proposto un emendamento perché vuol sopprimere la Regione Basilicata, o l’ho ascoltato solo io? O l’ho letto solo io? Perché, se è così vuol dire che evidentemente c’è qualche problema. Allora, io dico, questo è un punto di riflessione importante. Lo so, Consigliere Perrino, che tu hai l’imbarazzo, che sei al Governo, che poi ti scandalizzi che vogliono fare i muri, purtroppo sei irrilevante in questo Governo e lo stiamo vedendo tutti i giorni, io dico “Purtroppo”, perché in fin dei conti forse un minimo di argine pure potevate costituirlo, però, ripeto...

Presidente, io, diciamo, ascolto sempre in assoluto silenzio, chiedo la stessa cosa nei miei interventi, grazie. Dicevo, in tale contesto, è vero, la Basilicata si mosse alla fine della scorsa Legislatura con l’approvazione di una mozione che apriva alla riflessione sul regionalismo differenziato come opportunità per valorizzare le risorse endogene e creare un sistema virtuoso in grado di offrire vantaggi in termini economici e di servizi per i lucani. Principio di base è che questo tipo di regionalismo differenziato, applicato sempre in virtù delle Leggi Costituzionali vigenti, ovviamente, potrebbe non danneggiare il Sud e la Basilicata, in particolar modo se non venisse realizzato con il fine ultimo di trattenere su territori maggiori risorse attraverso nuovi calcoli sul gettito fiscale. Insomma, più autonomia alle Regioni virtuose, ma non azzeramento dei principi costituzionali di un’Italia unita e uguale sulla quale si basa uno dei valori sacrosanti della nostra Repubblica, il contributo di solidarietà perequativa, citato dal Consigliere Acito, e la realizzazione del principio sacrosanto che gli italiani sono tutti uguali, da Trapani ad Aosta.

In verità, Presidente, io volevo dire da Lampedusa ad Aosta, poi quando ho ascoltato come, diciamo sono stati accolti quelle che scendevano dalla nave dai leghisti del Sud di Lampedusa, ho preferito citare Trapani. Insomma, in teoria si parlava di un’opportunità da vagliare, da monitorare, da studiare, che in qualche misura avrebbe potuto offrire dei vantaggi, sulla carta però, perché in tutta evidenza che da allora ad oggi le cose sono cambiate, questo è il punto del nostro ragionamento., tanto che, come sottolineato anche dal collega Braia, ad alcuni esponenti dello stesso Governo Nazionale, è sorto più di qualche dubbio sulla percorribilità costituzionale delle proposte di autonomia avanzate da Lombardia e Veneto, e a carte in tavola, infatti, sono emerse richieste da parte di queste Regioni, che non appaiono pienamente coerenti con la Carta Costituzionale, ovviamente in quei punti in cui la nostra Carta salvaguardia il principio dell’unità nazionale. In particolare un tema scottante, l’hanno detto un po’ tutto, anche su questo riconosco onestà intellettuale, sarebbe una sorta di vuoto normativo in cui si cadrebbe laddove non vi fosse alcun vincolo per i cosiddetti LEP, che sono i livelli essenziali delle prestazioni.

Serve una soglia minima nazionale per avere la garanzia di unità e di eguali servizi in tutte le regioni d’Italia. Se invece questi vincoli non ci saranno, come si rischia, noi potremmo avere un allargamento della forbice tra i cittadini di serie A e cittadini di serie B, anzi forse serie C, molto molto più ampio e , Presidente Bardi, mi sembra chiaro a tutti quanti noi che purtroppo noi non saremmo quelli che fanno il candidato di serie A in questa vicenda. Il punto vero, però, ed ecco perché è importante la mozione di Luca Braia e questo dibattito, e io mi auguro ed auspico che la risoluzione finale possa essere una risoluzione unitaria, perché oggi la vicenda è di drammatica attualità. Il Governo Nazionale, lo dico senza che i colleghi dei 5 Stelle si offendano, anzi, forse può essere pure una nota di pregio per loro, è governato nell’irrilevanza del Movimento 5 Stelle, solo ed esclusivamente dal leghista Salvini, negarlo significa, diciamo, negare l’evidenza, e invece io voglio invitare tutti a percorrere la strada della verità, e la verità è che la nostra Regione, purtroppo, in questo momento, è sotto attacco. Io lo comprendo bene, è sotto attacco per le ingenti risorse, non ce lo nascondiamo, è un tema peraltro che non nasce oggi, lo dico con molta onestà intellettuale. E’ evidente che la Basilicata per le sue risorse, è una regione che ha una sua appetibilità, di certo non per l’esiguità del numero dei suoi abitanti. E a Roma in queste ore c’è stata una grande accelerazione sul tema dell’autonomia, ma un’autonomia non di tipo solidale, una vera e propria anticamera della secessione, un federalismo spinto che io non penso che sia tollerabile. E quello che sappiamo, vado ai fatti recenti, è che una decina di giorni fa, c’è stato un vero e proprio blitz della Lega, partito suo alleato, Presidente Bardi, che con un emendamento, ad insaputa pure del Ministro 5 Stelle, nel Decreto Legge Crescita, che poi è stato votato, ha tentato di scippare al sud fondi comunitari dell’importo di 54,8 miliardi di euro.

Un emendamento presentato dalla Deputata leghista Comaroli, che destinava la titolarità e la gestione delle risorse solo a quelle Amministrazioni Regionali che nel ciclo precedente di fondi comunitari avevano garantito la spesa e la rendicontazione della totalità delle risorse. Qual era il risultato di quest’emendamento, sarebbe stato per fortuna bloccato, mettere le mani sui fondi che sono destinati in grandissima parte, circa l’80% al Sud, e portarli alle ricche regioni del Nord, che mi sembra lineare e coerente con quelli che sono gli obbiettivi dello statuto di quel Partito. Il blitz è saltato.

Io che sono un po’ malpensante, penso che in realtà è una provocazione, tant’è vero che Salvini ha preteso che si convocasse un Consiglio dei Ministri di lì a breve, che poi c’è stato, in cambio del ritiro dell’emendamento, perché finalmente si parlasse, si portassero avanti una serie di proposte politiche, tra le quali ovviamente per tutti i nostri cittadini una sanità efficiente, efficace e veloce e questo è un obiettivo che è chiaro che si può costruire soltanto con l’opportunità ancora di unire le esigenze del nostro territorio, come diceva bene il Consigliere Acito, della capacità di unire delle efficienze anche nazionali che in questi momento questa Regione non può fare almeno.

Allora su queste tematiche è chiaro che noi dobbiamo, ecco, in questo momento anche aprire l’opportunità del ragionamento dell’autonomia differenziata per far ritornate la Regione e Basilicata nella condizione di ritornare a parlare della Basilicata in maniera particolare, ma in generale del sud, ma la nostra Regione è ancora più in difficoltà rispetto ad altri per superare quelle situazioni e per rendere una perequazione che possa consentire sicuramente di capire come si può arrivare ad un’autonomia differenziata, a un modello di responsabilità e di efficienza sicuramente creando le condizioni sia a livello infrastrutturale, sia a livello sanitario, sia a livello di istruzione, sia a livello di cultura del territorio, di turismo si superino quelle difficoltà che oggi fanno vedere la Basilicata in una condizione completamente diversa rispetto a fenomeni e ad attività a livello di alcune Regioni del Nord dove questa efficienza e questa capacità di responsabilità sussidiaria legata ai territori sicuramente sta dimostrando di dare opportunità maggiori, ma parlai i di territori che hanno negli anni investito in maniera importante sulle infrastrutture, in maniera importante sui servizi, in maniera importante sulle opportunità, questo ancora è un grosso problema per noi della Basilicata e quindi dobbiamo in maniera intelligente portare al centro del dibattito di una proposta così importante quelle che sono le condizioni che ci devono consentire di essere in maniera perequativa uguali alle altre regioni, per poi parlare di un’autonomia che possa mettere in campo i due pilastri fondamentali, autonomia e sicuramente responsabilità territoriale. Grazie.

Replica al Consigliere Giorgetti:

Solo per replicare al collega Giorgetti sui due punti in cui mi ha citato. Il 2015, collega Giorgetti, fu un errore quello, io non ho difficoltà ad ammetterlo, assunsi una posizione critica anche all’epoca. Questa è la differenza, diciamo, tra noi e voi, noi abbiamo la democrazia interna che ci consente anche di dissentire quando a vari livelli si commettono degli errori, ma c’è un altro aspetto, il fatto che si possa aver sbagliato non è un elemento di favore per chi si è candidato, anzi, nel caso del Movimento 5 Stelle, si è sempre contraddistinto come l’alternativa e come il cambiamento. Se io mi candido in alternativa rispetto a qualcuno, non è che utilizzo gli errori di quel qualcuno come alibi per reiterarli, diverso è se io mi candido in continuità, allora è chiaro,il tuo ragionamento avrebbe un’efficacia; così come sull’irrilevanza, mi dispiace dovertelo dire, ma sfido chiunque, non in quest’aula, ma tra i cittadini, d’altronde l’esito delle elezioni europee lo ha testimoniato facendovi scalare dal primo al terzo posto del paese, ma diciamo, non voglio fare l’avvocato della Lega, ma credo che sia opinione diffusa nel Paese che chi governa in questo momento è sicuramente la Lega.

 

Dichiarazione di voto:

Per dichiarazione di voto. Io dico questo, diciamo la risoluzione è un atto che alla fine di un dibattito corposo, anche con posizioni contrapposte come questa racchiuda tendenzialmente le posizioni anche diverse emerse nel dibattito e prova con un po’ di labor limae a trovare quelle che sono le posizioni unitarie che in qualche misura nella sospensione neanche mi sono sembrate così distanti poi nel merito delle questioni su alcuni punti, quindi dispiace che alla fine oggi non si proceda di fatto con l’approvazione di alcuna risoluzione in questo Consiglio, mi spiace, lo ha detto il collega Braia, che il Presidente Bardi non si sia fatto carico di una mediazione su un tema che ha una rilevanza notevole per la nostra Regione, nonostante i nostri ripetuti appelli ma confidiamo che questo possa accadere nei prossimi giorni, dispiace che la Maggioranza non approvi la nostra risoluzione ma diciamo che non si sia provato a fare uno sforzo in più, c’era un testo anche del collega Zullino che in parte non appariva diciamo... così lontano anche, forse anche più vicino rispetto alle posizioni del nostro testo, della nostra bozza, ma tant’è, dispiace perché i punti sostanzialmente della risoluzione che ci accingiamo a votare sono 3, il primo è un appello alla Presidenza del Consiglio affinché non si proceda a questa intesa se c’è violazione della Costituzione e se non ci sono i LAP; il secondo è che ci sia una sinergia tra il Presidente Bardi e i Presidenti delle regioni del mezzogiorno, e su un tema cos’ importante non mi pare che sia la fine del mondo, e il terzo è che si continui quel lavoro all’interno delle Commissioni, Zullino lo chiama ufficio di scopo, per me possono essere tranquillamente le Commissioni consiliari istituite che era già previsto nel famoso deliberato dello scorso Consiglio regionale che molti di voi hanno richiamato, o meglio, tutti quanti noi abbiamo richiamato nelle premesse, non mi sembrava un’opera diciamo così complessa se ci fosse stata la volontà, ci auguriamo e auspichiamo che la mancanza di volontà non sia quella ritrosia culturale che appartiene a una certa tipologia diciamo di partiti politici che vanno in una direzione diversa e confidiamo che nei prossimi giorni il Presidente Bardi si faccia carico di una mediazione, ma è talmente rilevante la questione oggi che noi non possiamo sottrarci dal presentarvi il nostro testo e chiedervi di votarlo

 

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