L’ archeologia industriale è una disciplina che a partire dallo studio dei luoghi, dei processi produttivi, dei resti immateriali e materiali dell’industrializzazione, oggetti, macchine, attrezzature, edifici, giunge alla ricostruzione della fisionomia di un determinato territorio, della sua storia, delle sue modificazioni e con essa alla conoscenza della storia di un popolo, della sua cultura e della sua civiltà. Lo studio dei resti materiali dell’industrializzazione viene quindi inteso come attività di identificazione e tutela della fisionomia di un determinato territorio.
L’interesse culturale rispetto a tale argomento si può percepire anche dalle numerose associazioni culturali nazionali ed internazionali sorte per lo studio, la riqualificazione e la tutela dei beni facenti parte del patrimonio di archeologia industriale.
A livello internazionale, l’Organizzazione sicuramente più importante è il “COMITATO INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE” (TICCIH), unica organizzazione mondiale di specialisti del patrimonio industriale.
In Italia, la sola associazione esistente è l’AIPAI (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale) fissata nel 1997.
I principi ispiratori di tale proposta di legge regionale non possono che essere ricercati nellaCostituzione, che all’art. 9, comma 2 recita: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Il testo di riferimento è in ogni caso da considerare il D. Lgs. n. 42/2004, c.d. “Codice dei beni culturali e del Paesaggio” che ha raccolto le principali disposizioni esistenti in materia. Sebbene in esso non venga mai espressamente citata la dizione “archeologia industriale”, prende in considerazione singole espressioni che sicuramente possono essere ricondotte al patrimonio industriale, di cui si citano, a titolo esemplificativo “i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico (art. 10, comma 4, lettera h).
Questa proposta di legge si propone in primo luogo di valorizzare ed in qualche caso salvare dal degrado alcuni importanti siti presenti nella nostra Regione, così da sfruttare anche quegli spazi che sembrano essere invece destinati alla demolizione, dando dignità e nuova vita ad edifici, che in molti casi hanno scritto pagine di storia della nostra Regione. Le destinazioni d’uso potranno quindi essere molteplici: commerciali, espositive, turistico-culturali
Qui il testo della legge -- > http://ita.calameo.com/read/0028676064e3be25d7553



