Intervento in seduta consiliare_Ospedale San Carlo_ 28/10/14
Grazie, Presidente. La rilevanza mediatica degli eventi di cui discutiamo questa mattina, a mio avviso, ci obbliga ad un senso di responsabilità e, pertanto, come Consigliere Regionale mi preme, prima di ogni altra cosa, tranquillizzare la popolazione lucana tutta sulla qualità e l'eccellenza della sanità lucana, che in questi ultimi anni ha raggiunto importanti risultati dal punto di vista delle performance qualitative e riconoscimenti a livello ministeriale. Oggi, in sanità, tutto viene monitorato e misurato, gli andamenti generali fino agli aspetti gestionali, e tutto viene analizzato sotto i diversi profili dell'efficienza, dell'efficacia, della qualità e dell'appropriatezza.
Stiamo lavorando, come Regione Basilicata, affinché gli standard già positivi raggiungano quelli nella media delle regioni virtuose, tra le quali la Basilicata deve sedere di diritto, per le qualità delle sue prestazioni. La Basilicata ha dei buoni indicatori di integrazione ospedale-territorio, anche se questo è un terreno di miglioramento necessario e possibile, soprattutto con il completamento ed il potenziamento delle reti regionali e con lo sviluppo della modalità organizzativa dipartimentale interaziendale. Vorrei ricordare a tutti i presenti che siamo tra le otto regioni che garantiscono in pieno i livelli essenziali di assistenza, unitamente ad Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto, siamo l'unica realtà del Mezzogiorno che partecipa attivamente, a livello nazionale, a dettare delle regole sulle sanità e che può portare come esempio modelli di best practice e reti territoriali già esistenti e ben collaudate, come quelle dell'Ima, dei punti nascita, della reumatologia, della terapia del dolore e delle cure palliative.
Siamo inoltre virtuosi con i conti in ordine e non rischiamo piani di rientro, siamo, in definitiva, un esempio per quello che abbiamo creato finora e per quello che andremo ad implementare con la prossima programmazione regionale. Questo processo di rinnovamento è, quindi, già iniziato e tutti avete avuto modo anche di apprezzarne in parte la bontà. Ora è evidente, sotto gli occhi di tutti, la vicenda della cardio-chirurgia, accaduta recentemente, e sulla quale di tutto e di più è stato detto, sulla morte di una donna, ai cui familiari vanno innanzi tutto le mie sentite condoglianze, ma in data 22 settembre 2014 il Presidente Pittella ha già esaustivamente relazionato in Giunta sull'accaduto e sappiamo che la Magistratura sta facendo il suo corso e sono certo che se i responsabili verranno accertati ed errori sono stati commessi saremo i primo a vigilare che la giustizia faccia il suo corso ed io sono tra quelli che più chiede che si faccia luce.
Auguro personalmente al dottor Maglietta di proseguire al San Carlo l'ottimo lavoro finora svolto come direttore generale dell'ASM, per il bene di tutto il San Carlo e di tutta la regione Basilicata e condivido con lui la decisione di sospendere le attività elettive della cardio-chirurgia e di tutti quei provvedimenti che negli ultimi tempi hanno reso l'ambiente una polveriera. La Regione ha il dovere e l'obiettivo, con tutti i mezzi a sua disposizione, di fare il necessario perché una funzione di alta specialità in cardio-chirurgia, unica in ambito regionale, possa svolgersi nelle migliori condizioni organizzative e funzionali, ivi compresa la correttezza e positività del clima interno, requisito non secondario di affidabilità. Il dottor Maglietta dovrà portare in azienda un nuovo spirito di condivisione a tutti i livelli della mission sanità e se per questo fine sarà necessario effettuare scelte impopolari tutti noi, anche in Consiglio Regionale, dobbiamo avere chiaro l'obiettivo finale e cioè la salute delle nostre famiglie e dei nostri concittadini.
Sono molto preoccupato riguardo alle ripercussioni che questa vicenda potrà avere su tutta la sanità lucana, preoccupazione che abbiamo condiviso con il Presidente e anche con molti interventi che mi hanno preceduto. Sarà compito del Commissario mettere in pratica tutti gli strumenti affinché non si ripetano gli errori riscontrati dalla Commissione Regionale che in data 17 ottobre 2014 ha presentato la relazione che tutti conoscete e mi riferisco a tutte le procedure ministeriali che sono cardine del management sanitario. Inoltre, dovrà agire nel rispetto della buona amministrazione, non sottovalutando la portata degli effetti delle informazioni in suo possesso. Sarò attentissimo a quello che accade nell'ospedale della mia città, che deve invertire la rotta e trasformare questo momento di difficoltà in forza trainante per gli anni a venire e che deve avere come linfa vitale i tanti giovani professionisti che del San Carlo vanno fieri. Ma permettetemi di spendere delle parole per tutti i lavoratori e lavoratrici del San Carlo, circa duemila persone, che rappresentano una struttura produttivo di prim'ordine.
Come Consigliere Regionale ogni giorno vengo a contatto con decine di persone, molte delle quali, lavoratrici e lavoratori del San Carlo, vogliono ribellarsi a questa gogna mediatica e gridare la loro rabbia per quanto emerge da questa orribile visione del loro posto di lavoro e chiedono di essere difesi e chiedono di avere voce per tutto quello che gli è stato fatto. Il danno creato alla Basilicata ed al San Carlo è gravissimo. Vorrei ricordare a tutti voi cos'è il San Carlo. E' un ospedale che rappresenta il massimo dell'assistenza sanitaria sul territorio, essendo un DEA di secondo livello ed è tra la principali aziende di rilievo nazionale del Mezzogiorno, che ha come obiettivo quello di tutelare, promuovere e migliorare lo stato di salute della popolazione lucana e di tutti coloro che ne fanno richiesta, attuando programmi ed azioni ispirate alla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana e conforme ai principi ed agli obiettivi, nella pianificazione sanitaria e socio assistenziale, nazionale e regionale.
Il San Carlo è stato tra i primi ospedali non universitari del Mezzogiorno ad attivare specialità rilevanti, come la neuro-chirurgia e la cardio-chirurgia, oltre ad implementare tecnologie all'avanguardia. Grazie alla forte integrazione con le altre strutture del sistema sanitario regionale, con le quali collabora in una rete di offerta, rappresenta il centro di riferimento per diverse patologie. Oltre alle altre attività di tipo clinico, svolge anche attività di ricerca, orientata a sviluppare procedure diagnostiche e terapeutiche innovative e a fornire la rapida diffusione all'interno attraverso molteplici attività formative organizzate. Una struttura, quella del San Carlo, che è dotata di 746 posti letto per acuti e 40 per la riabilitazione ed ha effettuato in pronto soccorso quasi 49.000 accessi nel 2013, con quasi 34.629 ricoveri di cui più di 13.000 per interventi chirurgici. Signori, 13.000 interventi chirurgici eseguiti nel 2013. La produzione aziendale del San Carlo è valutata sotto i profili dei risultati prodotti in termini di salute per i pazienti e di appropriata gestione delle risorse per la sostenibilità dell'intero sistema regionale ed il modello di analisi scelto per la valutazione è quello derivante dalle direttive regionali e dal programma nazionale esiti, condotto dall'AGENAS per conto del Ministero della Salute.
Gli obiettivi assegnati fanno riferimento alle performance di tipo organizzativo, con cinque ambiti specifici di attività e alle performance di tipo clinico, con quattro ambiti di attività cliniche. I risultati sono pubblici e sotto gli occhi di tutti ed il San Carlo rappresenta la prima struttura del meridione. Vorrei aggiungere che la comunità scientifica nazionale ed internazionale riconosce all'interno del San Carlo la presenza di assolute eccellenze per competenza, strumentazione e tecnologia. Il San Carlo è una struttura che può vantare costante presenza attiva nei maggiori congressi internazionali, disponibilità di apparecchiature e tecnologie che non hanno pari nel sud Italia e al passo con le migliori strutture ospedaliere del paese, collaborazione con centri di ricerca e centri di riferimento nazionali ed internazionali. Inoltre, nel nostro nosocomio più importante, sono state eseguite procedure chirurgiche in maniera esclusiva per il Sud Italia con percentuali di complicanze del tutto sovrapponibili ai grandi ospedali del nord.
Tornando alle lavoratrici ed ai lavoratori del San Carlo ed avviandomi alle conclusioni, vorrei personalmente ringraziare i quasi 2 mila dipendenti che ogni giorno fanno molto per la salvaguardia della salute della popolazione lucana, in particolare a quasi 400 medici che di vite ne hanno salvate a migliaia con abnegazione e sacrificio, mettendo in pratica le loro esperienze di studio accademici decennali per curare al meglio la popolazione, anche seguendo turni massacranti, con contratti nazionali bloccati dal 2009 e che hanno scelto di tornare nella loro terra, invece di approdare in lidi più sicuri e con certa carriera. È nostro preciso dovere, come istituzione, quello di proteggere e rilanciare questa parte della nostra Regione, la parte che funziona e che esporta quanto di buono può produrre la Basilicata. Dare una voce al San Carlo che funziona, alle persone che ogni giorno si impegnano per dare lustro alla nostra Regione. I fatti relativi ad un atto chirurgico in corso di accertamento, potranno risultare carichi di gravissime responsabilità, a carico dei professionisti che a tale atto hanno preso parte, ma non devono e non possono mettere a repentaglio il delicato e valido lavoro di quasi 2000 operatori.
Permettetemi, infine, l'ultima riflessione. Purtroppo, in questa nostra società bombardata continuamente dall'informazione, gli episodi quotidiani di buona e spesso ottima sanità non fanno notizia perché non hanno il fascino dello scoop, invece il singolo caso di cronaca nera sanitaria, provoca l'emozione sufficiente per catturare l'attenzione del pubblico e quindi viene riportata immediatamente da tutti i media con grave danno di immagine. Del resto, questo fenomeno di dispersione ingiustificato dell'immagine, non si verifica soltanto in campo sanitario, tutti ricordiamo i casi di città di buon livello civile e cultura, screditate e marchiate per lunghissimo tempo da singoli delitti particolarmente cruenti accaduti nel loro territorio. Io penso che sia compito preciso dell'Amministrazione regionale, in quanto primo responsabile della condizione manageriale del San Carlo, recuperare la dimensione obiettiva dell'immagine del nostro nosocomio, provvedendo certamente ad applicare le dovute sanzioni a chi ha sbagliato, ma contemporaneamente e soprattutto a scoprire e dare il giusto risalto alle prestazioni professionali di ottimo livello che vengono erogate quotidianamente. Certo, non sarebbe facile raggiungere questo obiettivo illustrando al grande pubblico gli aspetti qualificanti dei tanti interventi complessi condotti brillantemente dall'equipe del San Carlo. I cittadini non potrebbero comprendere argomentazioni scientifiche spesso ostiche anche per i medici che non hanno una precisa specializzazione ed allora non resta che affidarsi alle valutazioni esterne del livello di eccellenza e che per la grande maggioranza, li hanno collocati ai primi posti della graduatoria di tutta l'Italia meridionale e nazionale.



