Grazie, Presidente, colleghi Consiglieri.
Ritengo siano stati raggiunti importanti risultati con la sottoscrizione del preliminare di accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Basilicatacirca le modalità di utilizzo del Fondo per la promozione di misure di sviluppo economico ed attivazione della social card.
Tale azione rappresenta, infatti, una adeguata e sostenibile risposta ad una card carburante ritenuta discriminante perché attributiva indistintamente a tutti i patentanti e senza, l'applicazione di alcun parametro reddituale un beneficio economico, penalizzando, addirittura escludendo, se si pensa per esempio ai pensionati, coloro che ne avevano maggiormente bisogno.
Indubbiamente, occorreva porre riparo a questa ingiustizia sociale adottando delle misure più eque e soprattutto rispondenti alle reali problematiche della società lucana.
I preliminari di accordo mira a sostenere equità e coesione sociale con sviluppo economico, partendo dalle potenzialità intrinseche del territorio, opportunamente valorizzate. Si tratta di due facce di una stessa medaglia, di due priorità da non trascurare rispondenti sia all'obiettivo di incentivare la crescita economica al fine di garantire una maggiore sostenibilità, innovazione e competitività della nostra Regione, sia le necessità di introdurre politiche di welfare adeguate ed efficienti.
Ritengo che sviluppo economico e equità coesione sociale, infatti, siano due direttrici fondamentali per garantire la stabilità e la sostenibilità della Basilicata nel medio e lungo termine.
Il precipuo interesse diventa quello di mettere in campo azioni ed interventi qualitativamente validi, in grado di generare ricadute positive sul territorio e sulla sua comunità, fronteggiando delle emergenze pregnanti.
Da un lato fornire adeguate e mirate risposte alla problematica ed ai bisogni dei cittadini lucani, offrendo forme si reale sviluppo e supporto, soprattutto a quella parte di popolazione - gli ultimi ed i penultimi famosi - che allo stato attuale sta affrontando serie e pesanti situazioni di disagio sociale ed economico e dall'altro indirizzare le giuste attenzioni al contesto produttivo locale che è il vero motore dell'economia regionale, attraverso azioni di innalzamento del livello di innovazione e di competitività aziendale, puntando su investimenti di miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi e dei servizi offerti.
Non affatto trascurabile, mi pare, l'incentivo all'occupazione offerto dal fondo per l'occupazione stabile che consente alle imprese dei lavoratori autonomi di assumere nuova forza lavoro, favorendo un potenziamento del proprio know how ed al contempo aumentando le opportunità per i giovani lucani di trovare un'occupazione e costruire un futuro lavorativo nella propria terra.
Proprio nella partita dello sviluppo economico rientrano le politiche per esempio di efficientamento energetico già adottate con successo da questo Governo regionale che rappresentano un'importante leva per la crescita regionale, se si pensa alle risorse naturali di quel ricco nostro territorio alle possibilità di contenimento della spesa energetica sia per i singoli cittadini che per le aziende private e gli Enti pubblici, sia per le opportunità lavorative che oggettivamente il settore dell'energia rinnovabile riserva soprattutto ai giovani laureati.
Voglio a questo punto, in maniera propositiva focalizzare l'attenzione del mio intervento sul punto d) dell'articolo 1 del preliminare accordo, il fondo per Comuni e Province per l'ampliamento dei servizi offerti e l'assunzione di beneficiari presso cooperative.
Ben sappiamo quanto sia importante un sostegno di tal genere per i Comuni lucani che quotidianamente sono costretti a fare i conti con una situazione di forte ristrettezza economica che limita le loro possibilità di azione. Tale fondo rappresenta a loro un sostegno che permette loro di poter sviluppare progetti di inserimento e di inclusione lavorativa creando sia occupazione, sia la possibilità di potenziare l'offerta pubblica-locale con servizi aggiuntivi e maggiormente specializzati.
Un'importante strategico contributo in tal senso è apportato dalla collaborazione con le cooperative sociali. Una realtà in crescente aumento in Basilicata che mi preme ricordare allo stato attuale rappresenta forse l'unica forma di impresa che ha saputo resistere alla crisi, grazie alla sua semplicità e flessibilità gestionale e soprattutto all'assoluta mancanza di forme di discriminazione dell'assunzione della forza lavoro. Con riferimento a tale fondo, ritengo allora sia utile stabilire delle corrette e congrue modalità di utilizzo attraverso l'introduzione di parametri di distribuzione delle risorse tra i vari Comuni che tengano conto delle difficoltà operative e logistiche ed altresì della capacità di presentare progetti innovativi e funzionali al contesto di riferimento.
Una eventuale proposta in tal senso potrebbe essere la decisione di destinare dette risorse ai piccolissimi Comuni della Basilicata. Penso con quelli con popolazione inferiore ai 2 mila abitanti al fine di fronteggiare l'incessante e crescente di spopolamento tipico di queste zone e favorire opportunità di occupazione, potenziamento e miglioramento dell'offerta dei servizi di grande utilità se si considera la componente dell'isolamento territoriale.
Ritengo poi che ulteriori parametri da introdurre possono essere: tener conto della distribuzione delle risorse sia del numero di abitanti, sia della capacità progettuale dei Comuni di presentare idee funzionali in grado di generare reale di caduta a livello locale, riconoscendo così una forma di premialità agli Enti più virtuosi. Un altro aspetto è favorire assolutamente progetti di inclusione e di inserimento sociale di natura comprensoriale andando così a superare il singolo isolamento territoriale del piccolo Comune ed evitando altresì la duplicazione di servizi offerti da Comuni limitrofi. In tal senso stiamo lavorando tutti anche ad un progetto normativo.
In tal modo si favorirebbe la crescita di modelli di sviluppo territoriali sostenibili in ambito sociale, attinenti a realtà locali ben più ampi.
Queste mie proposte non vogliono assolutamente porsi come misure stringenti, ma come criteri di riferimento in grado di aumentare la qualità degli interventi a livello locale e di converso dei servizi offerti, evitando inutili sprechi di risorse in un momento in cui si sa viviamo grandi difficoltà.
Su questi punti poi mi riservo di condividere anche in un'ipotesi di documento finale qualche spunto ulteriore da aggiungere.
Concludo, ribadendo che per la nostra Regione è un'importante opportunità da cogliere per costruire un modello inclusivo, efficiente e sostenibile, basato su un'economia in grado di coniugare coesione sociale e competitività, ecologia e sviluppo, competitività ed eccellenza, traendo spunto e forza dal territorio e dalla sua comunità.
L'obiettivo deve essere uno solo, penso a Basilicata zero, penso al reddito minimo, penso alle altre misure finalizzate agli ultimi e ai penultimi, con l'auspicio forte, sostanziale e non formale che alla fine di questa legislatura, coloro i quali sono in più alto riusciranno a tirare in cima coloro i quali hanno difficoltà a spiccare il volo.



