Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri,
anche io provo a sorvolare rispetto ad un dibattito sull'opportunità o meno della presenza europea o su quanto sia giusto, quanto lo sia meno mettere in campo delle politiche che tengano la Basilicata al centro dei rapporti fra Mezzogiorno ed Europa
, provo invece a stare nel merito della discussione, provo a stare un po' su alcuni numeri che penso sia opportuno mettere in evidenza rispetto alla relazione del Presidente, Marcello Pittella, che condivido e di cui provo a recuperare qualche spunto che mi pare sia utile lasciare e consegnare a questo dibattito.
Questo perché il tema che si discute oggi è di fondamentale importanza per l'economia e la società della nostra regione, tant'è vero che gli strumenti comunitari sono strategiche leve su cui agire per l'avvio ed il mantenimento dei processi di sviluppo, di crescita e soprattutto, penso io, di occupazione.
Il biennio 2015-2016 segna la chiusura della precedente programmazione 2007-2013 e l'effettiva implementazione della nuova programmazione 2014-2020, un momento di passaggio che ci consente, da un lato, di valutare l'efficacia delle azioni messe in atto dal 2009 con la relativa capacità di spesa dimostrata e, dall'altro, di cogliere le rilevanti opportunità offerte dalla nuova programmazione, operando sempre e comunque nell'ottica di miglioramento continuo, sia in termini di risultati, sia in termini di efficienza ed economicità delle risorse impiegate.
Obiettivi precipui: mettere in atto azioni coerenti ed adeguate alla realtà socio economica regionale, alle esigenze emergenti espresse ed anche a quelle inespresse delle nostre comunità, attuare processi programmatori e gestionali dei fondi comunitari di qualità, e io francamente trovo questo nella proposta politico programmatica che ci ha illustrato poc'anzi il presidente Pittella, al fine di sfruttare al meglio le risorse assegnate verso una progettazione integrata, in grado di superare quelle difficoltà e quei limiti che negli anni addietro hanno comportato una sorta di isolamento territoriale e culturale della Basilicata e, più in generale, del Mezzogiorno d'Italia.
Allora, ritengo che siano stati conseguiti significativi risultati nella programmazione 2007-2013 grazie anche all'incisivo processo di accelerazione dei pagamenti ed alla costante e fattiva collaborazione fra gli attori coinvolti nel superamento delle possibili criticità rilevate.
A riprova della volontà dimostrata dalla Regione Basilicata, ed in particolare dalle autorità di gestione preposte, a chiudere efficacemente la programmazione 2007-2013, cogliendone necessità ed opportunità, voglio prendere in considerazione due rimodulazioni che a fine dicembre 2015 hanno caratterizzato il POFESR ed il POFSE.
La prima mediante l'adozione del piano di azione e coesione che ha comportato una riduzione della dotazione complessiva iniziale, al fine di garantire l'efficace completamento, anche in termini di funzionalità, di tutte le procedure avviate con un aumento del tasso di finanziamento UE dal 40 al 50% e con il riconoscimento della possibilità per i beneficiari di completare gli interventi anche oltre la data del 31 dicembre 2015. Ancora una volta, quindi, cittadini lucani sono stati messi al centro delle politiche regionali.
La seconda poi, che non ha comportato vacazione di risorse, bensì una redistribuzione delle stesse tra i vari assi, al fine di adeguare alcune priorità di intervento ai mutamenti socio economici che negli ultimi anni hanno caratterizzato la nostra regione.
Dall'analisi dello stato di attuazione dei fondi comunitari, quindi, si rilevano, a mio avviso, dati che sono inequivocabili e che testimoniano un impegno, una capacità di spesa che sicuramente è migliorabile, ma indiscutibilmente porta a casa dei risultati che sono tangibili per tutto il territorio.
Con riferimento al POFESR Basilicata 2007-2013 si è verificato un incremento della spesa complessiva del 5% rispetto alla dotazione del programma, risultato possibile soprattutto grazie alle misure di accelerazione messe in atto durante il 2015 a favore di beneficiari pubblici, con un'anticipazione di contributi fino al 100% dell'importo ammesso a favore di beneficiari privati, con concessione di proroga per chiusura degli interventi in corso e per l'azione di rimodulazione precedentemente menzionata.
Di particolare attenzione, sia in termini di spesa che di interventi realizzati, meritano ad esempio l'asse 7, Energia e sviluppo sostenibile, con una spesa complessiva di 163 milioni di euro per 242 interventi realizzati; l'asse 4, Valorizzazione dei beni culturali e naturali, con 858 interventi realizzati; non cito gli altri perché sono disponibili nel materiale che abbiamo a nostra disposizione. Tali dati sono significativi perché fanno comprendere le scelte di maggiore interesse che hanno contraddistinto la strategia del POFESR 2007-2013, proiettata al sistema produttivo lucano, allo sviluppo turistico sostenibile, al potenziamento dell'area servizi sociale ed ai modelli d'impresa ad esso collegati.
In termini di sviluppo sostenibile l'attenzione è stata rivolta soprattutto agli interventi di risparmio energetico per la pubblica amministrazione, insieme alle valorizzazioni dei beni culturali e naturale, una notevole parte dei fondi è stata destinata ai PIOT, con 107 interventi realizzati, riguardanti soprattutto investimenti infrastrutturali.
Una dimostrazione degli importanti risultati raggiunti nel settore turistico, lo diceva prima il consigliere Pace, è l'incremento delle presenze nel corso del 2015. In tema di competitività e produttività sono stati promossi processi innovativi nelle piccole e medie imprese attraverso interventi a carattere infrastrutturale e la concessione di contributi finalizzati all'occupazione, alla ricerca ed allo sviluppo.
In materia di inclusione sociale, poi, gli interventi hanno riguardato principalmente i POIS, miranti al potenziamento dei servizi delle persone e della comunità, in linea con la visione inclusiva che la comunità europea ci impone. Sono stati finanziati più di 500 interventi in infrastrutture sociali, sanitarie, per l'infanzia e per l'istruzione.
Della nuova programmazione, che rispecchia appieno gli obiettivi di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile della strategia europea 20-20 i settori di maggiore interesse sono confermati e sono: l'efficientamento energetico, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, la competitività del sistema produttivo regionale, l'agenda digitale di cui molto si è discusso anche in questa Aula, settori che sono in grado di offrire rilevanti opportunità soprattutto in termini di occupazione giovanile, tema che a me sta molto a cuore e che richiede un impegno fattivo e concreto da parte di tutti gli attori coinvolti, in un'ottica di progettazione integrata.
Io penso che l'insegnamento che l'Unione Europea sta provando a trasmetterci è proprio quello di superare i particolarismi e provare a mettere insieme risorse e progettualità.
Con riferimento poi al POFSE 2007-2013, nel corso del 2015 si è registrato un incremento di risorse impegnate che ha condotto all'over booking su alcuni assi e ad una accelerazione dei pagamenti dei beneficiari con positive performance di capacità di spesa.
Ad oggi, a fronte di una dotazione finanziaria imponente, si registra un programmato che addirittura sovraccarica il programma, aspetto che fa comprendere l'intensivo investimento compiuto a favore di azioni indirizzate all'inserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati, alla formazione permanente e all'aiuto alla creazione di impresa.
L'avvio della nuova programmazione avviene, quindi, in un contesto socio economico che sta scontando gli effetti della crisi che ha colpito anche la nostra regione e che inevitabilmente ha comportato dei ritardi nell'avvio. Il POFSE 2014-2020, in un'ottica di continuità e coerenza, mira a potenziare e rafforzare le misure maggiormente rispondenti alla necessità e alle esigenze rilevate ed in linea con la strategia europea 20-20. Parlo di attenzione al tema dell'occupazione, del contrasto alla povertà ed al disagio sociale, della qualificazione del capitale umano, del miglioramento qualitativo degli standard di vita dei cittadini lucani.
Unico e pregnante risultato atteso, a mio avviso, deve essere quello di creare nuovi posti di lavoro investendo in formazione e sapere, da un lato, e mettendo le imprese nella condizione di poter assumere, attraverso un sistema di incentivi dall'altro. In tal caso la Regione Basilicata si doterà di una strategia concreta di lotta alla povertà, integrando sussidi economici con servizi personalizzati, sia sociali che per l'inserimento lavorativo.
Vengo al PSR e all'egregio lavoro che l'assessore Braia sta mettendo in campo, a chiusura programmazione ha presentato una buona capacità di spesa ed una efficacia nelle azioni di potenziamento del livello di competitività e di ricambio generazionale del settore. Se non erro, Assessore, sono stati 745 i giovani agricoltori under 40 insediati in azienda grazie ai 24 … di euro investiti nei nuovi progetti di impresa.
Nella nuova programmazione si afferma sempre più l'importanza del settore agricolo nel processo di crescita e sviluppo della società ed i giovani agricoltori hanno dimostrato, nonostante le difficoltà congiunturali e strutturali nel settore dell'ultimo decennio, di avere le capacità e le potenzialità per contribuire alla costruzione di un modello agricolo diversificato, competitivo, innovativo, multifunzionale e sostenibile.
È sempre più evidente, quindi, l'esigenza di trovare e mettere in campo tutti gli strumenti che possono agevolare lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura, affinché la stessa diventi componente essenziale e fonte di ricchezza ed occupazione vera del territorio regionale ed io aggiungo anche stabile, anche alla luce di alcuni incontri che con l'assessore abbiamo tenuto sul territorio regionale.
In virtù di queste considerazioni, penso ad esempio al bando sugli incentivi per la costituzione di nuove aziende agricoltori da parte di giovani agricoltori, mi ha particolarmente impressionato la filosofia che il Dipartimento ha avuto per prevedere anche una seconda finestra temporale nel mese di novembre per una relazione complessiva, notevole anche in questa seconda battuta, perché dà il significato che questa Regione vuole provare a tenere tutti dentro e a non lasciare indietro nessuno, anche chi fosse in un momento per una congiuntura economica non è pronta e non si vuol proibire che si possa giocare una partita. Questo lo ritengo uno spirito giusto e lo ritengo in linea con quello che ci dice la comunità europea e in linea con quello che stiamo provando a mettere in campo dall'inizio della nostra legislatura.
E ancora notevole interesse presentano altresì gli investimenti in agricoltura biologica ed il rafforzamento di forme di cooperazione nell'ottica di filiera.
Un flash la strategia delle aree interne e secondo me una progettualità importantissima, mi preme solo sottolineare che rappresenta un grande passo in avanti per porre un freno allo spopolamento che caratterizza molti territori della nostra regione, attraverso azioni progettate e costruite ad hoc, conformemente alle esigenze e ovviamente alle necessità rilevate in una data area territoriale, seguendo rigorosamente forme di progettazione integrata. Anche qui lo spirito è quello giusto, fare rete, mettere insieme territori, mettere insieme competenze, mettere insieme presidi, provare a costruire un sistema diverso, inclusivo davvero sotto tutti i punti di vista, non solo quello sociale e attraverso tale approccio si cercherà di trasformare la diversità in ricchezza che penso sia il vero spirito, la vera sfida che questo Governo regionale e che questa consiliatura deve provare a mettere in campo.
Concludo ribadendo che uno dei punti imprescindibili per lo sviluppo del territorio regionale riguarda lo sfruttamento dei fondi europei ed è proprio da tale capacità che si misura l'attualità di programmazione e l'azione di un Governo locale. Quella capacità che consentirà alla Regione Basilicata di proiettarsi nel panorama nazionale ed europeo per i positivi standard raggiunti.
Concludo con un appello: ci sono alcune proposte di legge, ne cito due in via di approvazione, e aspetteremo l'assestamento di bilancio per carenza di risorse sulla dotazione propria delle proposte di legge regionale, cioè quella sull'archeologia industriale e la psicologia scolastica, cito quella a mia firma, insieme a quella di altri consiglieri, che possono essere uno strumento di complemento importante e che possono agganciarsi nella nuova programmazione a fondi comunitari per costruire uno strumento in più a disposizione della collettività regionale, tanto per lo sviluppo quanto per l'inclusione. E ancora, e concludo davvero, c'è un ordine del giorno approvato da questo Consiglio Regionale e sostenuto poi in diverse modalità e da diversi colleghi consiglieri che riguarda il coinvolgimento proprio nella costruzione di opportunità sulla nuova programmazione comunitaria che interessano i professionisti. Io penso che su questo non possiamo più attendere, so che c'è un lavoro in corso al Dipartimento Formazione Attività Produttiva, la cui delega oggi è in capo al Presidente della Giunta, so che c'è anche un lavoro sul FESR, per capire ci sono le condizioni di compatibilità rispetto a quelle che sono le esigenze e le istanze degli ordini dei professionisti stessi e quelle che sono le possibilità concrete e giuridiche di attuazione di proposte e di opportunità, io chiedo che si faccia il prima possibile e che si dia una change in più ai lucani anche su questo settore.



