Potenza, 20 aprile 2023 - “Condividiamo l’impostazione ottimistica del bicchiere mezzo pieno: sempre meglio che piangersi addosso. Ma sul riconoscimento delle Stato di crisi della zona industriale di San Nicola di Melfi c’è grande preoccupazione nei territori maggiormente coinvolti. Per questo bene l’approccio fattivo dell’assessore Galella, che oggi in conferenza ha parlato di una grande opportunità per affrontare le criticità, ma le stesse non verranno risolte solo con l’immissione di capitali del Ministero. Serve ripiegarsi e far tesoro delle proposte avanzate da chi sulla situazione complessa dell’intero Vulture Melfese e più specificatamente del comparto industriale di San Nicola, sono anni che lancia proposte e sviluppa analisi”. Lo riferisce in una nota il vicepresidente del consiglio regionale, Mario Polese di Italia Viva che sottolinea: “Solo un mese fa insieme ad Alessandro Panico, Vincenzo Destino e Mauro Basso denunciavamo, prendendo spunto dai dati de Il Sole 24 Ore, che la produzione in Stellantis non sarebbe salita ai livelli ottimali. Oggi l’istituzione dell’area di crisi al di là dei meriti di possibile sviluppo, ci consegna una triste fotografia che rischia di complicare le cose sia a livello occupazionale che di investimento”. “Come Italia Viva - prosegue Polese - sono anni che siamo sul tema, offrendo proposte, incontri e azioni concrete, che sono variate dalle interrogazioni parlamentari fino alla stesura di un Patto per lo sviluppo di Melfi e della Basilicata. Un manifesto che rivogliamo rimettere al centro della discussione e a supporto di ogni atto concreto che verrà, purché preveda una lungimiranza completa e a lungo termine, soprattutto per quanto riguarda la diversificazione della produzione”. “Non vogliamo che Melfi, attraverso l’avvio di questa area di crisi, diventi luogo di assistenzialismo statale. Serve un piano di sviluppo effettivo che faccia tornare l’area tra quelle volano del Mezzogiorno e non solo, che abbia l’ambizione concreta di fornire basi occupazionali solide e che sia laboratorio di idee e impresa”, commenta ancora Polese che aggiunge: “Non possiamo fermarci all’area di crisi, serve già che guardiamo oltre e a come fare tesoro di ciò in termini di crescita. Per questo, sul piano di riconversione e crescita, siamo anche noi pronti a dire la nostra e fare la nostra parte. Ci sono famiglie, imprenditori e lavoratori che dagli inizi degli anni 90 credono nelle potenzialità di questo territorio. Una identità che oggi va ripagata solo dimostrando che ancora si crede e si lotta affinché questo sogno continui a esistere”. “La verità è che oltre ai fondi ministeriali serve un reale sforzo per il rilancio progettuale dell’intera area che preveda un potenziamento infrastrutturale serio con idee e proposte da realizzare” conclude il vicepresidente del Consiglio regionale.

Potenza, 17 aprile 2023. “Mi sono recato a Bari questa mattina per portare la mia solidarietà e vicinanza ai dipendenti della Popolare di Bari oggi in presidio per rimarcare la necessità di un piano aziendale che tuteli lavoratori, famiglie e investitori”. Lo riferisce in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Polese il quale, dopo la nota dello scorso 4 aprile, torna a occuparsi della vicenda del noto istituto bancario. “C’è una questione di principio da affrontare, che riguarda lavoratori e dipendenti che hanno già visto decurtarsi il proprio stipendio del 7% e che ad oggi non vedono chiara alcuna garanzia per il futuro e che non sono stati neppure ascoltati dall’azienda”, spiega l’esponente di Italia Viva. “Esiste poi il paradosso enorme di un’azienda bancaria che non elargisce neppure i premi di produzione appellandosi al fatto che la produttività è più bassa negli ultimi mesi. Quello che mi chiedo, è come si fa a raggiungere i parametri con diciotto giorni in meno di lavoro?”, chiede il consigliere regionale. “La politica non può essere cieca o sorda davanti a tutto ciò, ed è per questo motivo che la mia presenza qui oggi mi ha portato chiedere alla presidente delle Iv Commissione, Dina Sileo, la convocazione di una seduta insieme ai sindacati per discutere della vicenda. Richiesta prontamente accolta. Inoltre voglio sollecitare il Presidente Bardi a prendere una posizione chiara per richiedere un tavolo congiunto con Puglia e Abruzzo come ho già fatto a inizio mese”, sottolinea Polese. “Va messo in campo ogni sforzo e ogni azione, perché è una vicenda che riguarda la storia e il futuro di tutti i lucani, cittadini, dipendenti e investitori, che hanno creduto e credono da sempre nella credibilità di un istituto che è sempre stato un punto di riferimento per molti cittadini lucani”, conclude il vicepresidente del consiglio regionale. 

Richiesta Audizione IV Commissione 

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Leggi qui la mozione 2020: https://www.mariopolese.it/images/Mozioni/mozioneBPB.pdf

 

 

 

Potenza, 15 aprile 2023. Anche alle prossime elezioni comunali del prossimo mese di maggio, Italia Viva Basilicata sarà protagonista alla corsa per il rinnovo delle amministrazioni municipali lucane. Prosegue dunque il certosino lavoro di radicamento territoriale con una presenza capillare di candidati nella quasi totalità dei comuni della Basilicata in cui si vota. Si tratta di una platea di aspiranti amministratori composta da storici iscritti a Italia Viva con il rafforzamento di numerosi giovani che si sono tesserati proprio alla vigilia della presentazione delle liste. Da Atella a Genzano fino a Sasso di Castalda e Scanzano i candidati comunali che fanno riferimento a Italia Viva pur se in compagini civiche, sapranno di certo farsi valere per poter continuare a fare la differenza sul merito delle questioni così come accade sempre nei vari livelli istituzionali in cui Iv è presente. La politica per Italia Viva ha sempre la priorità sulle dinamiche personalistiche che poco hanno a che vedere con la necessità di dare un nuovo impulso realmente riformista e moderato a tutto il Paese. 

Potenza, 4 aprile 2023: “Apprendo da una nota sindacale congiunta di tutte le sigle di categoria, dello stato di agitazione dei lavoratori della Popolare di Bari. Si attende la presentazione di un piano industriale di gruppo che per ora ha di certo solo la riduzione degli stipendi dei propri dipendenti”. E’ quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Polese di Italia Viva che già in passato era intervenuto nell’assemblea regionale a sostegno dei lavoratori bancari. “Già allora mi opposi con forza agli esuberi e alle paventate chiusure degli istituti di credito sul territorio lucano, impegnando il Consiglio ad attivarsi affinché venisse rivisto il Piano industriale della Banca Popolare di Bari per scongiurare la perdita di posti di lavoro”. “Oggi - sottolinea l’esponente di Italia Viva, - conscio che la politica non può andare oltre una moral suasion, essendo questa una vicenda totalmente privatistica, non possiamo ignorare il peso a livello economico, sociale e lavorativo che la Popolare di Bari riveste sul nostro territorio, con storie di famiglie, investimenti e lavoro”. “In particolare credo che sia necessario rivedere e riprendere il progetto della banca del meridione cioè banca del territorio vicino alle economie del mezzogiorno d’Italia che è stato l’elemento fondante del salvataggio nel 2019 con soldi pubblici, una nuova organizzazione del lavoro in ambito di clima aziendale e, non di minore importanza, il recupero salariale. L’ accordo del piano di salvataggio 2020 -2024 -  precisa Polese - prevedeva chiusure di filiali e abbattimento dei salari attraverso contratto di solidarietà (circa una mensilità media). Questo sforzo economico chiesto ai dipendenti pare che non abbia prodotto nulla in termini di miglioramento della qualità del lavoro ed è solo destinato ad abbassare i costi generali. A cosa serve questo sforzo soprattutto in un momento economico di grande difficoltà economiche anche a causa dell’inflazione e dell’incremento tassi sui mutui?”.  Si chiede l’esponente renziano che aggiunge: “Inoltre c’è il tema dello spopolamento bancario, con i numeri impietosi pubblicati oggi dalla Banca d’Italia che vedono 172 sportelli attivi (contro i 226 del 2017 con una riduzione del 24%) e un numero di addetti nel settore pari a 962 (contro i 1.132 del 2017 pari a un decremento del 15%). La cosà più preoccupante è che il dato del settore riflette a pieno quanto pubblicato dall’Osservatorio regionale del mercato del Lavoro dal quale si evince che nel trienno 2019-2022 il numero delle nuove assunzione è passato dalle 24.030 del 2019 alle 18.936 del 2022 (calo del 22%)”. ”Dati - sottolinea Polese - che lanciano un allarme serio sulla tenuta territoriale dei gruppi bancari che non investono più nella nostra regione, a discapito ancora una volta di lavoratori, di famiglie e cittadini. Un incubo anche per gli azionisti, che oggi hanno dovuto pure prendere atto delle dimissioni del Cfo con evidenti preoccupazioni di questi ultimi che hanno visto o risparmi investiti in azioni della banca quasi azzerati”. “Cosa dire poi della notizia uscita qualche giorno fa, che vede la società che si è occupata dei bilanci 2016, 2017 e 2018 della Banca Popolare di Bari avrebbe violato gli ‘Isa’, i principi internazionali che regolano l’attività di revisione. È per questo che la Consob ha applicato una sanzione da 330mila euro nei confronti della PricewaterhouseCoopers e di 65mila euro nei confronti del commercialista Corrado Aprico, il socio responsabile della procedura”, commenta ancora il vice presidente del Consiglio regionale. “Lo ripeto, è una vicenda che incide fortemente sul tessuto regionale indebolendo soprattutto l'accesso al credito delle nostre famiglie e imprese lucane. Condividere una posizione ancora una volta nella nostra assise regionale e in condivisione con i Consigli regionali di Abruzzo e Puglia potrebbe dar forza alle singole azioni e alle sigle sindacali che stanno svolgendo una battaglia di civiltà oltre che di vera sopravvivenza, facendo leva sui vertici della Banca per rivedere determinate scelte attualmente non apprezzabili dalla popolazione e dalle istituzioni. Servono chiarezza e lucidità da parte dell’azienda, che con senso di altruismo e attenzione deve dare risposte a lavoratori e comunità”, conclude Polese.

30 Marzo 2023. “Non ci sono buone notizie per le frequenti interruzioni idriche nel Vulture Melfese: entro fine anno gli stop alle erogazioni idriche nei Comuni di Atella, Barile, Filiano, Ginestra, Melfi, Rionero in Vulture, Ripacandida e San Fele diventerebbero più lunghe e frequenti. Un disagio che metterebbe ancora più in difficoltà la popolazione e tutte le attività didattiche e commerciali di un territorio molto vasto della nostra Basilicata”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva in merito alla risposta dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale all’interrogazione del 29 novembre scorso in cui da Italia Viva si chiedevano dettagli sulle continue interruzioni del servizio idrico nei comuni appunto del Vulture - Melfese. “Da quanto si apprende dalla risposta ufficiale - sottolinea Polese – la questione è molto più complessa e non si tratta solo di semplici lavori di manutenzione ordinaria a differenza di quanto invece era a conoscenza delle popolazioni interessate. Per questo riteniamo necessario che l’ente Regione Basilicata spinga Acquedotto lucano a provvedere con la massima urgenza per soluzioni alternative alle previsioni progettuali di Acquedotto pugliese, gestore dell’Acquedotto del Sele che fornisce acqua ai Comuni del Vulture anche utilizzando procedure amministrative di carattere straordinario”. Secondo la relazione resa dalla Giunta regionale per Acquedotto lucano il problema sarebbe legato allo stato di decadimento dell’Acquedotto del Sele le cui condotte risalgono all’inizio del secolo scorso per le quali già da tempo sono in atto periodiche ispezioni con le conseguenti interruzioni del flusso idrico. In buona sostanza emerge che le condotte dell’Acquedotto del Sele, in gran parte dislocate in gallerie, per essere ispezionate vanno prima svuotate e poi riempite con operazioni che richiedono quindi diversi giorni. “Oltretutto - spiega ancora Polese – è stato reso noto come risposta alla nostra interrogazione, che le interruzioni sono diventate più intense perché Acquedotto pugliese starebbe completando la fase ricognitiva in vista dei lavori di ristrutturazione previsti per fine 2023 e che comporterebbero interruzioni del servizio di erogazione idrica ben più lunghe e continue. Per evitare questo Acquedotto lucano prevede nuove opere strutturali ancora in fase di progettazione per sopperire in futuro alle periodiche carenze dell’Acquedotto del Sele. Opere che prevedono tra l’altro l’adeguamento funzionale di alcuni serbatoi situati in zona Vulture con installazioni di ulteriori idropompe. Lavori finanziati per 4 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. “Diventa quindi prioritario che la Regione faccia tutto in suo potere per velocizzare questi lavori di potenziamento della rete idrica per ‘sgravare’ il Vulture Melfese dalla dipendenza di acqua dal Sele per evitare che a fine anno si arrivi a quello che sarebbe un disagio enorme”, conclude il vicepresidente del Consiglio regionale.

Potenza 28 marzo 2023. “Bisogna rilanciare anche qui in Basilicata la proposta che oggi il Terzo Polo ha presentato a livello nazionale per l’azzeramento delle liste d’attesa per affrontare in maniera concreta e non nebulosa i problemi della Sanità. Questione Sanità che rimane la prima emergenza non solo in Basilicata ma in tutto il Paese”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva che sottolinea: “Le liste d’attesa in Basilicata sono la punta dell’iceberg di un intero comparto in grossissima difficoltà in tanti settori. In Italia secondo gli ultimi dati sarebbero quasi 100 milioni le prestazioni sanitarie non effettuate e in liste lunghissime. Se dal Governo nazionale fossero investiti i dieci miliardi di euro che il Terzo polo chiede ci sarebbero possibilità di risposte celeri anche in Basilicata”. “Detto questo – aggiunge ancora il vicepresidente del Consiglio regionale lucano – è evidente che il problemi della sanità lucana ormai sono così tanti che solo un repentino cambio di rotta, al netto dei proclami e delle rassicurazioni di circostanza, potrebbe sortire un qualche effetto”. “Mi associo pertanto - conclude Mario Polese- al grido di allarme di tanti cittadini e delle varie sigle sindacali – che chiedono ai vertici della Regione e al presidente Bardi un atto di responsabilità aprendo subito una fase urgente di concertazione per addivenire a soluzioni immediate. Solo così si può immaginare di iniziare a invertire una situazione altamente a rischio per la tenuta sociale dell’intera Basilicata”. 

Potenza, 23 marzo 2023. “Ci uniamo al dolore dell’assessore Cosimo Latronico per la perdita della cara madre. A lui e a tutta la famiglia giunga il nostro cordoglio. Perdere un genitore è una delle cose più dolorose che possano capitare perché nasciamo figli e una madre lo è per sempre”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di Italia Viva, Luca Braia e Mario Polese a nome di tutto il partito di Basilicata. 

Potenza, 22 marzo 2023.  “La politica, e in particolare le istituzioni lucane, hanno il dovere di svolgere anche la funzione di raccordo e di recupero della nostra identità soprattutto quando essa è sentita come patrimonio anche a centinaia e migliaia di chilometri dalla nostra meravigliosa Basilicata. Sarà un grande onore per me, partecipare venerdì e sabato prossimi, in rappresentanza dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, alla tappa svizzera del ‘Festival delle Spartenze’ organizzato dall’Associazione regionale Famiglia lucana a Winterthur”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Mario Polese.  “La nostra regione - prosegue - ha ben conosciuto il fenomeno dell’emigrazione che ha costretto migliaia di lucani ad abbandonare i luoghi di nascita e a separarsi dalle proprie famiglie. Storie, di dolore si, ma in molti casi anche di ‘rinascita’ e affermazione professionale e lavorativa. Oggi che viviamo un’epoca in cui le distanze si sono accorciate e in cui la comunicazione ci consente di essere connessi e presenti anche a migliaia di chilometri, abbiamo la possibilità di mettere a valore quel patrimonio comune che è la lucanità”. “Porterò i saluti del presidente Cicala e di tutta l’assemblea regionale con la certezza che anche se in Svizzera sarò a ‘casa’. Credo che il Festival delle Spartenze sia un punto avanzato di quel sentimento che da anni viene portato avanti dall’Associazione dei lucani nel Mondo e dalle varie federazioni nazionali tra cui quella elvetica guidata da Giuseppe Ticchio e il Centro studi internazionale rappresentato da Luigi Scaglione. Sarà interessante assistere poi al confronto tra gli studenti lucani del Galileo Galilei di Potenza e quelli svizzeri”, conclude il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Polese.

Potenza, 21 marzo 2023. I problemi e le debolezze del sistema sanitario nazionale e di quello lucano sono stati l’oggetto della riunione del Dipartimento Sanità di Italia Viva Basilicata che si è riunito ieri in videoconferenza, alla presenza della coordinatrice nazionale Italia Viva Sanità Anna Maria Parente, ex responsabile commissione sanità al Senato. All’incontro erano presenti membri del dipartimento nazionale Italia Viva Sanità, i consiglieri regionali, il coordinatore regionale lucano ed i membri del dipartimento Italia Viva sanità regionale che include numerosi professionisti dei diversi presidi lucani e delle diverse categorie professionali sanitarie. Nell’incontro si è partiti dalle proposte lucane di riforma del SSN portate al tavolo sanità della Leopolda 10, e migrate poi in parte nell’ultimo programma elettorale. Si è quindi fatto un quadro sulle attuali criticità della sanità lucana, in particolare per quanto riguarda la assistenza ospedaliera e territoriale.  L’obiettivo è quello di preparare un cronoprogramma di incontri e approfondimenti per l’Organizzazione degli Stati generali di Italia Viva Basilicata sulla Sanità da svolgere entro il prossimo mese di giugno. L’approccio propositivo tende a voler mettere a sistema, attraverso lo svolgimento di tre incontri distribuiti nell’arco di tre mesi, una proposta programmatica sintesi di un confronto con i professionisti, le istituzioni i territori, la comunità scientifica, i sindacati e i cittadini. Il punto finale sarà la redazione ‘Dalla cura al prendersi cura’, progetto condiviso sulla Sanità del prossimo futuro, diffusa e sostenibile che nei fatti diventerà il contributo di Italia Viva alla Riforma sanitaria della Regionale Basilicata ancora in via di definizione. Durante la riunione del Dipartimento Sanità di ieri è emersa da parte di tutti la necessità di immaginare un sistema di cura, diagnosi, prevenzione e assistenza in grado di evolversi, trasformarsi e innovarsi per uscire da una crisi che sembra inarrestabile e che ha fatto precipitare il sistema sanitario di Basilicata agli ultimi posti in Italia nella quantità e nella qualità di prestazioni e della erogazione dei Lea. La dottoressa Parente da parte sua ha relazionato sul come il cambio del Governo nazionale incida anche sulle politiche sanitarie e sull’utilizzo del Pnrr. Per quanto riguarda le dinamiche più locali i componenti del Dipartimento hanno individuato nella cronica carenza di personale, nel modello troppo ospedale-centrico e nell’assenza del territorio nel Materano i problemi più urgenti. Altri punti di debolezza del sistema sanitario locale attengono principalmente il grave fenomeno dell'emigrazione sanitaria e scarsa attività diagnostica e preventiva pubblica, condizionata dalle enormi criticità concernenti le infinite liste di attesa.

Tortora, 18 marzo 2023 – “A Tortora ho portato ancora una volta il mio netto e perentorio no alla riapertura dell'impianto di San Sago". A riferirlo è il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Polese. Davanti a una platea di oltre mille persone e composta da sindaci, associazioni. cittadini e studenti, l’esponente di Italia Viva ha evidenziato come la scelta di un impianto di stoccaggio rifiuti in uno dei posti più belli del sud Italia, sia una scelta scellerata e senza senso, portando un esempio calzante: “Ognuno di noi a casa ha i secchi per raccogliere la spazzatura, ma nessuno si sognerebbe di collocare questi all’interno del salotto di casa. Ora se questo tratto stupendo compreso tra Basilicata e Calabria è considerato da chiunque un vero e proprio salotto, capite quanto può essere assurda e ingiusta una decisione del genere?”. “Io in prima persona, in coerenza con la proposta da me portata in Consiglio e votata all’unanimità contro la riapertura dell’impianto, e tutto il gruppo di Italia Viva del Lagonegrese, stiamo mettendo e metteremo in campo tutte le azioni in campo per scongiurare una riapertura dannosa per le comunità e per un territorio già messo in ginocchio a livello infrastrutturale, economico e turistico da una frana come quella di Castrocucco che va risolta al più presto”, ha dichiarato a gran voce il vicepresidente del Consiglio regionale lucano. “La presenza di tanti giovani e cittadini che lottano accanto alle istituzioni è un segnale positivo di speranza e forza, in una bellissima giornata di sole che speriamo illumini le menti di chi dovrà decidere le nostre sorti all’interno di una Conferenza dei servizi che non potrà fare a meno di sentire e ascoltare il nostro forte e deciso No”, ha sottolineato Polese che ha concluso: "Sono orgoglioso di aver partecipato a questa manifestazione insieme a una nutrita delegazione del mio partito Italia Viva che dall'inizio di questa vicenda non ha mai fatto mancare il proprio sostegno contro l'impianto di San Sago".

Potenza, 17 marzo 2023. “Il bicchiere lo possiamo vedere mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda dell’ottimismo o del pessimismo di giornata, ma resta che non è colmo. Ed è così per lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi. Al netto delle analisi c’è un dato oggettivo che preoccupa: nello stabilimento più grande del Mezzogiorno si producono circa la metà delle vetture che si producevano in passato e, pur volendo essere ottimisti, nel prossimo futuro la produzione non salirà ai livelli ottimali”. Lo dichiarano in una nota Mario Polese, consigliere regionale di Iv, Mauro Basso componente della segreteria provinciale, Alessandro Panico, membro della segreteria regionale e assessore al Comune federiciano e Vincenzo Destino, presidente del Consiglio comunale di Melfi, che proseguono: “Condividiamo le analisi de Il Sole 24 ore di oggi e le preoccupazioni del sindaco di Melfi e di alcuni dei protagonisti del mondo produttivo lucano, del sindacato e del presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma. A Melfi, come titola l’autorevole quotidiano economico nazionale, sono a rischio il 40 per cento dei posti di lavoro. Se ciò avvenisse sarebbe una tragedia per l’intero settore dell’indotto di San Nicola, del Vulture e della Basilicata intera”. “Il problema – proseguono Polese, Basso, Panico e Destino -, come pure evidenziato da Il Sole 24 ore, non è la transizione ecologica ma i volumi produttivi calati in solo 8 anni da quasi 400 mila auto prodotte all’anno a meno di 170 mila dell’ultimo periodo. Ed è ancor più preoccupante il fatto che Stellantis Melfi sia lo stabilimento italiano dell’intero gruppo automobilistico con la riduzione di produttività più alta”. “E’ evidente che sono dinamiche complicate che hanno diverse cause non solo locali e nazionali. Ma non si può nemmeno pensare solo a soluzioni temporanee e limitate. Serve una visione di insieme per immaginare un futuro diverso da una lunga e inesorabile crisi. Noi già da un paio di anni ci siamo fatti portatori di proposte in materia di infrastrutture, formazione e riconversione. Oggi serve l’impegno congiunto del Governo regionale e dal Governo nazionale, a partire dal documento strategico lanciato il 19 gennaio, noto come ‘Manifesto di Melfi’ e da proposte come l’ampliamento della ZES, la dichiarazione di area di crisi complessa sull’ automotive, l’ITS meccatronico nel Vulture, il potenziamento delle connessioni ferroviarie e un grande investimento sulla transizione energetica dell’area. Italia Viva e il Terzo Polo sono pronti a fare la propria parte a tutti i livelli istituzionali”, concludono. 

Potenza, 16 marzo 2023. “Tutti noi che facciamo politica abbiamo un debito enorme nei confronti di Aldo Moro. Non dimenticarlo è un dovere che gli anni trascorsi non deve indebolire. Eventi come quello di oggi a Potenza promosso dall’ex parlamentare Peppino Molinari sono importanti anche per questo”.

E’ quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese di Italia Viva nel quarantacinquesimo anniversario del rapimento del presidente nazionale della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse e del barbaro assassinio della sua scorta in via Fani a Roma. Polese ricorda: “Non sarebbe stata una giornata qualunque, quel giovedì 16 marzo del 1978; in mattinata il Parlamento era chiamato al voto di fiducia per il quarto Governo guidato da Giulio Andreotti. Si votava per la storia: per la prima volta dalla nascita della Repubblica il Pci di Enrico Berlinguer avrebbe sostenuto l’esecutivo dando concretezza a quel progetto politico a cui lavorava lo stesso Moro da anni. Quel giorno però, non entro nei libri di storia per l’ufficializzazione del ‘compromesso storico’ ma per la pagina più tragica della politica italiana dal dopoguerra: il rapimento di Moro e la sua successiva condanna a morte decisa dal ‘Tribunale del popolo’ che ispirato dalle forze terroristiche più estreme della sinistra italiana colpì al cuore non solo lo Stato ma un intero processo di democrazia che avrebbe probabilmente proiettato la politica italiana nella modernità”. “Come disse Leonardo Sciascia, che si ispirò a un racconto di Jorge Luis Borges, ‘la verità storica non è mai ciò che avviene, ma ciò che noi giudichiamo sia avvenuto, secondo come ci è raccontato’, l’omicidio dell statista democristiano ha segnato non solo una delle pagine più buie del nostro Paese ma ha palesato la fragilità di una classe politica che all’improvviso si scoprì vulnerabile e non perfetta. Io credo che una intera storia vada approfondita e che gli insegnamenti di Aldo Moro vadano realmente attualizzati partendo dalla necessità non solo simbolica di studiare Moro dal punto di vista della sua sensibilità politica e della sua formazione di cattolico democratico. Il suo è un patrimonio politico di cui forse l’Italia ha disperato bisogno per rispondere con il merito e con la preparazione a quella decadenza qualunquista che troppo spesso pervade la politica attuale”. 

Potenza, 10 marzo 2023. Massima condivisione della linea assunta da Italia Viva nazionale in merito alla necessità di accelerare verso il partito unico. E’ quello che è emerso alla prima riunione della segreteria regionale di Italia Viva che si è svolta ieri sera. Riunione convocata dopo l’Assemblea regionale dello scorso 24 febbraio in cui sono stati rafforzati gli organismi dirigenti. Alla riunione di ieri sera, infatti, erano presenti, oltre al segretario regionale Nicola Scocuzza, e ai due consiglieri regionali Mario Polese e Luca Braia e i membri della segreteria regionale. Dalla discussione è emerso una unanime volontà a dar corso alle indicazioni del partito nazionale condividendo altresì la raccomandazione di Iv a favorire la massima apertura del percorso di formazione del nuovo partito anche in vista delle prossime elezioni amministrative con l’appuntamento al voto anche per 14 comuni della Basilicata di cui 12 in Provincia di Potenza (Atella, Forenza, Genzano di Lucania, Lagonegro, Lavello, Muro Lucano, Pietrapertosa, Pignola, Ripacandida, Ruvo del Monte, Sasso di Castalda, Vaglio) e 2 in Provincia di Matera (Scanzano e Tricarico) nelle quali Italia Viva si giocherà partite importanti per la vittoria e per l’elezione di nuovi amministratori. Il gruppo dirigente lucano ha anche affrontato il tema del tesseramento in Basilicata partito nelle scorse settimane e che verrà incrementato già nei prossimi giorni. La riunione è quindi proseguita sui vari aspetti organizzativi legati alla comunicazione e alla prossima organizzazione di eventi tematici con il protagonismo dei dipartimenti tematici di partito a partire dalla Sanità, dalla Cultura e dalla Scuola. Nelle prossime settimane, infine, così come valutato positivamente dalla segreteria, verranno inaugurate altre sedi di Italia Viva in diversi comuni della Basilicata. 

Potenza, 9 marzo 2023. “In migliori mani la Comunità del Parco dell’Appennino lucano – Val d’Agri – Lagonegrese non poteva capitare. La nomina di Antonio Rubino, sindaco di Moliterno, al vertice dell’importante parco naturalistico lucano, è una buona notizia”. E quanto dichiarano in una nota i dirigenti di Italia Viva Basilicata - Renew Europe. “E’ un riconoscimento importante -  proseguono - per lo stesso parco che negli anni scorsi ha vissuto situazioni non facili. Antonio Rubino è persona capace, come sta dimostrando alla guida dell’amministrazione comunale di Moliterno, dotata di qualità politiche importanti e del necessario equilibrio per garantire tutte le comunità interessate dal territorio del Parco”. “Per questo ci congratuliamo con lui e con tutti gli altri attori che hanno partecipato a questo risultato. Siamo convinti che da oggi verrà impressa una accelerazione importante per il bene di tutto il territorio della Val d’Agri, del Lagonegrese e dell'Appennino lucano e naturalmente per l’intera Basilicata”, conclude la dirigenza del partito. 

Potenza, 8 marzo 2023.“E’ con l’orgoglio da lucano che faccio le mie più sincere congratulazioni al gruppo di Cronache lucane, alla direttrice Maria Fedota e naturalmente all’editore Giuseppe Postiglione per la partenza della Tv interattiva nazionale. Non si tratta di una sorpresa, vista la crescita esponenziale degli ultimi anni ma della conferma di un lavoro straordinario e serio che continua nel solco del fondatore Nino Postiglione”.

Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale. Mario Polese di Italia Viva che aggiunge: “Che in Basilicata ci siano eccellenze è cosa nota ma che riescano a raggiungere straordinari risultati non è scontato. Per questo trovo che sia importante questa novità che porterà vantaggi a tutto il territorio lucano che grazie al canale nazionale di Cronache avrà una vetrina nazionale continua”. “Il tutto con quello sguardo visionario al futuro che servirebbe in tutti i contesti e non solo nella comunicazione. Approccio che tutti dovremmo far nostro”, conclude Polese. 

Intervengo sulla questione del dimensionamento scolastico con il pensiero alle parole del Presidente della Repubblica che ieri a Potenza ha presenziato alla cerimonia dei 40 anni dell’Unibas. Lo dico con una premessa e con un appello a superare oggi in quest’aula la questione contingente per provare a riflettere e approfondire il tema della SCUOLA nel suo complesso partendo da quella che è la sua missione principale: creare le condizioni per i nostri bambini e i nostri giovani a “essere protagonisti del futuro”. E di certo la Scuola non può essere ridotta a questione di ‘freddi’ numeri e di algoritmi. La scuola per come dovrebbe essere intesa è anima e cuore. Comprendo che le istituzioni abbiano il dovere anche di ragionare sui tecnicismi e sulle finanze ma non dovrebbero mai perdere di vista che la scuola non può e non deve mai diventare una ‘azienda’. Non si può ragionare solo in termini di quello che conviene da un punto di vista finanziario perché altrimenti abbiamo fallito per principio.

Ritorno alle parole di Mattarella, l’Università, e io aggiungo tutta la scuola, sono il “motore di crescita e di speranza per molti giovani, con un ruolo decisivo per trasmettere il sapere ed educare alla LIBERTA’ di pensiero”.

Ed è solo grazie a un sistema scolastico di qualità, e non di quantità, che potranno essere formate future donne e futuri uomini capaci, liberi, democratici e consapevoli. E dico di più: noi siamo in Basilicata. Inutile essere orgogliosi qualche volta all’anno quando viene in visita il Presidente della Repubblica o rappresentanti del Governo o quando ci guadagniamo qualche complimento e qualche titolo di giornale internazionale. La Basilicata ha bisogno di una scossa a vari livelli e qua faccio i complimenti al presidente del Consiglio degli studenti dell’Unibas, Davide Di Bono, che ha dimostrato, come se ce fosse ancora bisogno, che spesso i giovani sono la parte migliore della nostra società. Perché l’appello ‘a fare presto’, che ci ricorda i giorni tragici del terremoto dell’80, è un potentissimo messaggio che non può non entrare anche in quest’aula.

E lo rideclino: presidente, assessori, colleghi consiglieri, facciamo presto a dare risposte concrete per questa terra e per i suoi cittadini. Perché non c’è più tempo da perdere. Basta con gli interventi tampone o le azioni estemporanee che potranno servire per un anno, per tre e forse 5 ma non certo per il futuro di questa terra che è complesso da immaginare. I problemi sono tanti e non sono solo, purtroppo, legati alle nostre solo potenzialità. La Basilicata è una regione fragile inserita in contesti più grandi e altrettanto complessi.

E quindi, iniziamo subito e iniziamo dalla scuola, che ripeto è il più grande e straordinario mezzo che abbiamo per disegnare un futuro all’altezza delle grandi aspettative che abbiamo e che hanno i nostri studenti e che dobbiamo provare in tutti i modi a far realizzare. Sin da oggi e sin da questa mozione di cui all’ordine del giorno con un ritmo, anche in questo Palazzo, che deve iniziare ad allinearsi con i tempi della modernità che sono diventati rapidi e che lasciano velocemente indietro chi si ferma per mere e inutili tattiche che siano elettorali, partitiche o di piccolo cabotaggio personalistico.

Detto questo entro nel merito della questione: la legge di Bilancio dello Stato, che noi chiediamo di contrastare o per lo meno di modificare, non tiene conto della parte umana del sistema scolastico ma appare troppo basata su elementi ragionieristici. Tanto più penalizzanti per una Regione Basilicata che ha le sue peculiarità demografiche, urbanistiche, viarie e orografiche differenti dai riferimenti metropolitani di altre regioni o dalle dinamiche competitive delle realtà più ricche.

Non mi dilungherò su quello che non va di questo dimensionamento immaginato dal Governo nazionale, all’interno della scorsa finanziaria che eredità scelte sbagliate del passato quando altri Governi e altre maggioranze decisero di aumentare le scuole senza tener presente le varie dinamiche locali. E oggi ci troviamo con la una Legge di bilancio che dà delle indicazioni di dimensionamento scolastico rispetto al numero di dirigenti scolastici che in soldoni significa numeri ampi per ciascun dirigente con l’effetto matematico, e non qualitativo lo ripeto, che in Basilicata produrrebbero l’accorpamento di numerosissimi plessi e scuole delle due province.

Parliamo di numeri che se accettati nella logica generale incrociati con lo spopolamento, la crisi generale demografica che tutta Italia ha e non solo la Basilicata porterebbe a un depauperamento di tutto il sistema scuola della Basilicata. E con problemi enormi come il costringere centinaia e centinaia di giovanissimi studenti lucani a viaggiare ogni giorno per poter usufruire di un servizio che in realtà sarebbe un loro diritto poter ottenete in condizioni meno disagiate.

Siamo stati tutti studenti e abbiamo tutti maturato esperienze per sapere in prima persona che lo studente ha bisogno di attenzioni, servizi e non di paletti e di ostacoli.

E voglio aggiungere anche un altro tema che mi è stato suggerito da professionisti del mondo della scuola della Basilicata. Più che ai numeri dovremmo anche cominciare a pensare al livello della didattica e sarebbe utili anche in questo caso che dalla Basilicata partisse un’idea: invece che accorpare istituti si potrebbe ribaltare il ragionamento formando classi meno numerose: a quel punto il numero delle scuole necessarie rimarrebbe invariato ma ne gioverebbe la didattica con classi composte da massimo 15 alunni e con insegnanti non ridotti che potrebbero svolgere programmi più intesi con un’attenzione diretta a ogni alunno. Cosa che ovviamente non può accadere continuando a ragionare sui numeri generali e continuando a favorire le cosiddette ‘classi pollaio’.

E quindi poi c’è tutto il tema delle caratteristiche lucane che rendono il piano del Governo praticamente irrealizzabile nella nostra regione. I tetti fissati al minimo di 900 alunni per istituto sono ‘assurdi’ per la Basilicata, che ricordo, è una regione composta essenzialmente da piccoli Comuni con moltissimi centri addirittura sotto i duemila abitanti. Con tanti paesi sede di istituti superiori con popolazione sotto i cinquemila abitanti e con caratteristiche orografiche molto particolari. Senza contare, e lo ribadisco, che accorpare istituti di comuni limitrofi, vicini magari linea d’aria ma collegati in maniera approssimativa per le strade e con il sistema dei trasporti pubblici non adeguati significherebbe solo trasformare la frequenza scolastica in una sorta di ‘gioco senza frontiere’ pieno di ostacoli e senza alcun bonus.

Insomma da quest’aula, a mio parere, deve partire la richiesta ufficiale e non sindacabile, di tenere conto di tutte le peculiarità locali contestualizzando alla realtà i numeri nazionali. Dando poi per scontato che vengano confermate quelle deroghe concesse fino a oggi ai comuni montani.

Per chiudere io propongo di immaginare un altro tipo di modello che tenga conto delle necessitò generali ma coniugandolo con un possibile piano trasporti a esso collegato. Oltretutto, e concludo, noi abbiamo un tema che attiene alla sopravvivenza stessa della nostra regione: indebolire la scuola sarebbe l’ennesimo colpo a una comunità che già vede servizi locali molto rarefatti con il conseguente indebolimento di un tessuto sociale che favorisce fenomeni come l’esodo dei cervelli (non spontaneo ma indotto) e spopolamento.

Per questo io credo che sia indispensabile che oggi il Consiglio regionali si allinei a quanto fatto già ad altri livelli istituzionali esprimendo  netta contrarietà all’applicazione del coefficiente di 900 studenti previsto dal comma 557 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2023 del 29 dicembre scorso dichiarando  non applicabile i vari criteri penalizzanti per la nostra terra.

Grazie

Potenza, 6 marzo 2023. “Ringraziamo il Presidente della Repubblica per l’attenzione e la centralità che ha dato alla Basilicata presenziando ai 40 anni della fondazione della nostra università che rappresenta il punto più avanzato di cultura, libertà e democrazia della nostra terra. E ci uniamo agli appelli del presidente del Consiglio degli studenti, Davide Di Bono, sulla necessità di ‘fare presto’ per rendere Potenza e Matera vere città universitarie e quello dell’attivista sui diritti umanitari Pegah Moshir Pour sul rendere l’ateo vero laboratorio di libertà e inclusione”. Lo dichiarano i due consiglieri regionali di Italia Viva Basilicata - Renew Europe, Mario Polese e Luca Braia. “Siamo orgogliosi, oggi come allora, - sottolineano i due esponenti renziani - di un presidio di conoscenza e ricerca che ha segnato la nostra recente storia e che deve essere il vero faro per indirizzare le nostre scelte su innovazione e sviluppo anche per il futuro”. “Va sempre riconosciuta - aggiungono ancora Polese e Braia -  la lungimiranza di una scelta che ha cambiato la storia della Basilicata sostenuta con la finanza Regionale e che oggi ha necessità di in un nuovo slancio a cui deve partecipare anche lo Stato con un impegno netto e concreto”. “Non c’è dubbio che solo valorizzando le nostre eccellenze, tra cui quelle intellettuali delle nuove generazioni, si può pensare di innescare processi virtuosi tesi a contrastare le crisi economiche, sociali e sanitarie che hanno segnato il recente passato e continuano a segnare, purtroppo il presente. Tra i fenomeni più delicati per la Basilicata c’è lo spopolamento e non c’è dubbio che per contrastarlo ci sono poche soluzioni. Tra queste senz’altro hanno un posto importante la cultura e la formazione che deve però sempre più deve specializzarsi, qualificarsi e connettersi al sistema imprenditoriale autoctono”, sottolineano sempre i due consiglieri regionali di Italia Viva che concludono: “Bisogna quindi credere ancora di più nell’Unibas potenziandola e rendendola più ‘attrattiva’ per gli studenti e i docenti avendo il coraggio di puntare sempre più in alto sia nell’offerta formativa che nella qualità dei servizi a essa connessi”. 

Matera, 3 marzo 2023. “Condividiamo la richiesta di Francesco Somma presidente di Confindustria Basilicata che chiede sostegno alle imprese lucane per affrontare gli aumenti del costo energetico”. Lo dichiarano i due consiglieri regionali di Italia Viva - Renew Europe, Mario Polese e Luca Braia a margine dell’Assemblea degli industriali che si sta svolgendo in queste ore nella città dei Sassi. I due esponenti renziani rilanciano: “Il nostro emendamento approvato il primo dicembre scorso all'interno dell'assestamento di bilancio regionale, prevedeva anche per le imprese lucane benefici che prima non erano previsti dal bonus gas. Questo per far fronte al caro della bolletta energetica e aiutare un intero settore in difficoltà”. “Purtroppo - sottolineano Polese e Braia – fino a oggi la Giunta regionale non ha trovato le risorse necessarie per finanziare quella legge. Non si perda più tempo e si intervenga disponendo nuovi fondi per rendere operativa quella legge che con il passare delle settimane diventa sempre più vitale per centinaia di aziende e di rimando per migliaia e migliaia di lavoratori e di certo non basta la dotazione ‘simbolica’ di un milione di euro di cui sta parlando il presidente della Regione, Vito Bardi”. 

Potenza, 2 marzo 2023 - “Ho ricevuto e letto la lettera che i precari Covid dell’Asp hanno inviato all’assessore Fanelli in merito alla loro mancata stabilizzazione. Mi corre l’obbligo, essendo stato promotore di una proposta poi diventata legge su questo tema, di sollecitare l’Azienda sanitaria di Potenza a una soluzione nei tempi più celeri possibili”. E’ quanto dichiara il vice presidente del Consiglio regionale Mario Polese sulla vicenda dei 104 infermieri precari non stabilizzati. “La cosa che più preoccupa -  spiega l’esponente di Italia Viva - oltre al ritardo nell’attuazione delle graduatorie, è il mancato riscontro da parte dell’Asp che, nonostante le sollecitazioni di questi ‘eroi dimenticati’ e sindacati, ancora non è stata in grado di dare risposte, mentre, invece, Crob, Asm e San Carlo stanno provvedendo alla stabilizzazione dei loro precari, in linea con quanto concordato dal Sistema sanitario nazionale”. “La preoccupazione - dichiara ancora Polese - è che molti di questi hanno il contratto quasi in scadenza e sono vincitori di concorsi in aziende al di fuori dalla regione. Nel corso di molteplici incontri che ho fatto con i precari della sanità, ho sempre cercato di rimarcare come sia di fondamentale importanza il loro lavoro, non solo svolto in un momento critico della nostra storia, ma anche oggi, con ospedali costretti ad affrontare la piaga della carenza di personale”.  “Per questo - rimarca ancora l’esponente renziano - mi corre l’obbligo di sollecitare l’Asp a dare risposte e garanzie per 104 professionisti costretti a vivere sul filo del rasoio e senza alcuna certezza per il futuro”. “Ho sempre ribadito come l'obiettivo prioritario resta quello di stabilizzare il personale sanitario che nella fase iniziale della pandemia, a rischio della propria incolumità ha fatto scudo con il proprio lavoro a tutela della salvaguardia della salute dei cittadini lucani. Per questo chiedo a tutti, a partire dall'assessore alla Salute e alle Politiche della persona Francesco Fanelli e a tutta la Giunta e all’Asp, di mettere in campo tutti gli sforzi economici necessari per comprendere nella platea dell'avviso la stabilizzazione di tutti i precari lucani aventi diritto”, conclude il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Polese.

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