A Villa d’Agri quarta tappa “Rigeneriamo la Basilicata”,  incontri con la società aperta

Il tour “Rigeneriamo la Basilicata” arriva mercoledì a Villa d’Agri. Il quarto appuntamento del ciclo di incontri con la società aperta è previsto per mercoledì 16 maggio, a Villa d’Agri in piazza Zecchettin alle ore 18. Dopo il successo dei primi tre appuntamenti di Bernalda, Ferrandina e Melfi ora il nuovo percorso di confronto e crescita condivisa per costruire insieme un nuovo modello di “società aperta” fa tappa nella zona della Val d’Agri.

L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire uno spazio fisico e politico di ascolto dove raccogliere le idee per comporre un contenitore programmatico condiviso. Con un rinnovato approccio: la politica si siede e ascolta quello che hanno da proporre i cittadini per il rilancio della Basilicata. L’invito anche per la quarta tappa è rivolto a tutte quelle forze liberali, progressiste e riformiste e a quelle persone che hanno a cuore la Basilicata e vogliono contribuirne alla rigenerazione ed al suo rilancio a tutti i livelli.

Viene chiesto agli iscritti del Pd, ai simpatizzanti, alle associazioni, ai professionisti e a chiunque voglia contribuire a candidare le proprie idee prima delle persone, di esserci. Insieme al tour è già online il sito www.societaperta.com dove è possibile compilare un modulo specifico per diventare arbitro del proprio futuro suggerendo la propria idea di società aperta. Ogni iscritto al sito potrà poi partecipare all’evento più vicino alla propria residenza per illustrare in 5 minuti la proposta candidata.
Consulta il sito www.societaperta.com per aggiornamenti su orari e luoghi. 

Melfi: terza tappa tour “Rigeneriamo la Basilicata”, incontri con la società aperta

Prosegue con sempre più entusiasmo il tour “Rigeneriamo la Basilicata”. Il nuovo appuntamento è per domani, venerdì 11 maggio, a Melfi, presso Palazzo Donadoni in vico Rispoli 15, alle ore 18. I primi due appuntamenti - a Bernalda venerdì scorso e a Ferrandina ieri – sono stati contraddistinti da un ricco contributo di idee e proposte con un dibattito franco su quello che c’è da fare, ed è tanto, per rigenerare la Basilicata.

Melfi 11 Maggio || Rigeneriamo la Basilicata | incontri con la società aperta

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Prosegue quindi il nuovo percorso di confronto e crescita condivisa per costruire insieme un nuovo modello di “società aperta”. L’obiettivo è sempre quello di offrire uno spazio fisico e politico di ascolto dove raccogliere le idee per comporre un contenitore programmatico condiviso. La stella polare che si intende seguire è quella di un approccio mutato: è il momento che la politica non parli ma ascolti. L’invito anche per la seconda tappa è rivolto a tutte quelle forze liberali, progressiste e riformiste e a quelle persone che hanno a cuore la Basilicata e vogliono contribuirne alla rigenerazione ed al suo rilancio a tutti i livelli.

Polese in memoria di Aldo Moro e Peppino Impastato

Quarant’anni fa, nello stesso giorno furono trovati i corpi senza vita di Aldo Moro a Roma e di Peppino Impastato a Cinisi. Due uomini diversi tra loro. Due grandi uomini con storie differenti. Due straordinari alfieri di culture diverse che ancora oggi hanno il grande merito di testimoniarci che le vite possono essere spezzate ma le grandi idee no. La figura di Aldo Moro, ancora oggi rappresenta quella di un gigante della storia repubblicana italiana.

 Ferrandina “Rigeneriamo la Basilicata” | incontri con la società aperta

Ferrandina Mercoledì 9 Maggio seconda tappa “Rigeneriamo la Basilicata” (incontri con la società aperta)

Tutto pronto per la seconda tappa del tour “Rigeneriamo la Basilicata”. Il nuovo appuntamento sarà a Ferrandina, mercoledì 9 maggio, in piazza Plebiscito alle 18. Dopo il successo della tappa a Bernalda di venerdì scorso in cui c’è stato un ricco contributo di interventi e di proposte da parte di cittadini e tesserati che hanno mostrato che la Basilicata può rinnovarsi partendo dal “basso” e dal cuore pulsante dei territori mercoledì si riparte da Ferrandina.

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 “Rigeneriamo la Basilicata” | incontri con la società aperta

Parte il tour “Rigeneriamo la Basilicata”. Un ciclo di otto incontri nelle piazze lucane, sì, finalmente le piazze, nelle quali costruire insieme un nuovo modello di “società aperta”. L’obiettivo è quello di offrire uno spazio fisico e politico di ascolto dove raccogliere le idee per comporre un contenitore programmatico condiviso. E’ il momento che la politica non parli ma ascolti.

L’invito è rivolto a tutte quelle forze liberali, progressiste e riformiste e a quelle persone che hanno a cuore la Basilicata e vogliono contribuirne alla rigenerazione ed al suo rilancio a tutti i livelli. Chiediamo agli iscritti del Pd, ai simpatizzanti, alle associazioni, ai professionisti e a chiunque voglia contribuire a candidare le proprie idee prima delle persone, di esserci. Insieme al tour è già online il sito www.societaperta.com dove è possibile compilare un modulo specifico per diventare arbitro del proprio futuro suggerendo la propria idea di società aperta. Ogni iscritto al sito potrà poi partecipare all’evento più vicino alla propria residenza per illustrare in 5 minuti la proposta candidata.

Queste le date e i comuni in cui si svolgeranno i singoli incontri d’area.

Il primo appuntamento è per il 4 maggio a Bernalda, alle ore 18 presso la Sala Incontro, via Cairoli.

Verso la società aperta

L'intervista di Leo Amato al Segretario Pd Mario Polese sul Quotidiano del Sud di giovedì 26 aprile

1) Molise. E’ arrivata un’altra sconfitta pesante per il centrosinistra…

“Questo voto ci consegna un dato chiaro: il centrosinistra tradizionalmente inteso con Leu e un mero cambio di guida non è strada sufficiente per vincere. Dobbiamo costruire un fronte largo che abbracci grandi pezzi della società per inspirare una vera e propria rigenerazione democratica. La sfida è immaginare un campo largo, una coalizione della società aperta che tenga dentro tutte le forze progressiste, riformiste, liberali che vivono la comunità lucana e che non si riconoscono solo nei confini tradizionali dei partiti ma anche nel mondo delle professioni, delle organizzazioni di rappresentanza, nel sociale, nel volontariato che sono in grado di segnare un cambio di passo in Basilicata, una “Renaissance”.

La grande squadra del Pd cresce con i 100 Testimonials

Grande successo di partecipazione stamattina presso la “Terrazza” del Grande Albergo di Potenza, per la presentazione del progetto “100 Testimonials”. All’evento, promosso dal segretario regionale del Partito democratico della Basilicata, Mario Polese, hanno preso parte i testimonials del Pd. Si tratta di esponenti della società civile e non solo, che hanno deciso di sostenere in prima persona il Pd lucano in questa competizione elettorale per le politiche del prossimo 4 marzo.

Polese: Questa è la sfida che dobbiamo vincere insieme. Avanti!

A mente più fredda, con le liste consegnate, confermo l'idea che mi ha accompagnato negli ultimi giorni: portiamo a casa un buon risultato che vede per la prima volta nelle nostre liste solo delle lucane e dei lucani. Abbiamo dato vita ad una adeguata alternanza tra esperienza, amministratori del territorio, dirigenti capaci e rappresentati della società civile. Sono convinto che la nostra sia una squadra che, anche dal punto di vista geografico e di appartenenza, potrà rispondere alle esigenze di tutto il territorio, da Potenza a Matera, dal Metapontino al Vulture e all’area Sud, concretizzando quel patto tra i territori e città necessario e strategico per pensare ad una visione strategica e complessiva della Basilicata.

Polese: Su Potenza serve una riflessione politica

Sulla città di Potenza permane la necessità di procedere ad una profonda e disincantata riflessione politico amministrativa, come già annunciato nell’Assemblea e nella Direzione del Pd regionale, che inizi ora e si concluda nella fase immediatamente successiva alla competizione elettorale in corso, alla luce di tutte le questioni che risultano sospese e non affrontate nell’interesse della città e dei cittadini potentini, al netto delle puntualizzazioni del sindaco di Potenza, Dario De Luca e di parte della sua Giunta, relativamente alle presunte appartenenze politiche sollevate da parte della stampa locale.

Costruiamo insieme un partito che decide le politiche da realizzare, avviando la selezione delle classi dirigenti, dando l'opportunità a tutti di poter valorizzare e non disperdere le proprie competenze, facendole diventare patrimonio comune delle comunità democratiche.
 
In questa fase è possibile iscriversi ai Dipartimenti Regionali, che rispecchiano quelli della Regione Basilicata, compilando la seguente richiesta: PARTECIPA ADESSO

Il 3 dicembre il Partito Democratico della Basilicata avrà il suo Segretario, un atto di grande responsabilità per tutta la comunità del Pd. Si apre un periodo di festa in cui finalmente ci potremo confrontare sul merito e dialogare su temi e proposte. C’è un fatto inequivocabile. Oggi finisce il tempo del partito regione e si apre l’era del movimento delle comunità democratiche.

Penso ad un partito che provi a dare risposte a quello che definisco il cerchio della politica, ossia le istanze del territorio, le politiche che si mettono in campo e le azioni che ne derivano, l’accountability, e infine su tutto quello che si è fatto l’organizzazione del consenso. Voglio dare al Partito Democratico un approccio pragmatico e concreto perché le cose che contano sono quelle che si fanno. E non si può cercare la rottamazione purché sia, tanto meno pensare che tutto si risolva in un accordo tra blocchi di potere. C'è una idea, ci sono proposte e ne conseguono legittime ambizioni. Tutto questo è normale, è un processo in divenire, il trampolino per affacciarsi alla finestra e guardare il mondo che sta cambiando. Sarebbe un errore mortale non accorgersene o peggio pensare di reagire utilizzando modelli che sono retrò.

Ormai non ci distingue più il cosa, ma il come. Tutti siamo d'accordo su temi quali il lavoro, l’ambiente, la salute, la conoscenza, la democrazia nel Pd e fuori dal Pd. Il punto è il metodo. Ed è per questo che io penso che il primo punto su cui dobbiamo "rigenerare il Partito Democratico", perché questa è un'opera di "rigenerazione”, sia proprio il metodo.

Ci vuole un patto chiaro tra le diverse generazioni, non solo dal punto di vista anagrafico ma anche sotto il profilo dell'esperienza istituzionale. Questo si traduce immaginando chi ci trasferirà l’esperienza con un passaggio del testimone, e chi dovrà avere invece l'obbligo di supportare, e di contro la certezza di poter crescere.  Ambisco ad un Pd a vocazione maggioritaria e penso alla costruzione di una nuova leadership collettiva in un campo larghissimo di forze progressiste, dove un collante in più possa essere proprio il fattore generazionale, oltre che la comunanza di idee e principi,  con il ritorno anche di chi oggi non è più nel Pd. Stiamo per celebrare un congresso fondativo dopo due anni di vacatio assoluta e totale di tutto ciò che attiene alle funzionalità di un partito e quindi alla democrazia.

Al patto delle generazioni si aggancia quello tra le città che devono prendersi per mano senza sciocchi campanilismi e abbracciare le periferie di questa regione. In un lavoro di rammendo, di mutuo sostegno, di costruzione di una identità senza steccati. Il vento della globalizzazione lo si affronta con la stabilità di una grande coesione interna accompagnata non da muri o recinti, ma dalla consapevolezza che possiamo offrire un contributo culturale di primo piano alla collettività nazionale. Penso dunque ad un partito caratterizzato da una forte mobilitazione cognitiva regionale volta alla costruzione in pochissimi mesi, con un lavoro serrato, plurale, non di parte, di una piattaforma programmatica che sia la base per la prossima legislatura regionale.

Per realizzare questi tre grandi obiettivi immagino in primo luogo il coinvolgimento dei resilienti, chi ha resistito finora nonostante non ci fosse una guida politica, amministratori segretari di  partito. Non sempre dobbiamo andare oltre l'infinito! Il Pd, inoltre, deve accogliere la società civile, perché le comunità democratiche sono tante e aspettano solo di essere interconnesse. A questo aggiungo un partito dentro le istruzioni: non ha senso un partito estraneo e distinto dai percorsi amministrativi, è qui che si danno risposte alle comunità democratiche. Gli organismi immediatamente esecutivi e la costituzione dei dipartimenti speculari a quelli regionali con una rappresentanza territoriale ma anche di interessi legittimi comuni. Circoli aperti, unioni zonali, incontri periodici tra le comunità democratiche. Ricostruire un rapporto empatico con le comunità creando il dipartimento comunicazione, dando vita alle feste dell'Unità nei circoli e la festa dell'Unità regionale. In ultimo, istituire la scuola di formazione per amministratori, stop ai "turisti per caso" nelle amministrazioni pubbliche.

Non voglio più vergognarmi di dire che faccio politica, che la faccio in un partito e che questo partito si chiama Partito Democratico. Iscriversi al Pd dovrà essere motivo di orgoglio. Ed allora chiudo con un appello, prima ai miei sostenitori, poi a tutti: in politica non ci sono nemici ma avversari e i nostri avversari sono fuori e non dentro, sono i populismi. Basta con le tifoserie. Questo è un match da vincere insieme e sul campo, più polmoni e meno Twitter perché la partita non è solo il congresso del Partito Democratico, ma tutto quello che verrà dopo. 

Viva il Partito Democratico e la Comunità dei Democratici lucani!

Ieri sera ad Abriola ci siamo ritrovati in tanti per discutere e confrontarci sulla nostra idea di rigenerazione del Pd. Le nostre #comunitàdemocratichechiedono al partito di ritornare ad occuparsi dei territori e delle loro istanze. E’ stata una bella serata, piena di umanità e voglia di impegnarsi.

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Mario Polese

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